Sanità e IA, l’allarme di Mattarella: “Serve agire subito”
Dal Festival delle Regioni il capo dello Stato richiama istituzioni e territori alla responsabilità su salute, disinformazione e intelligenza artificiale
La tutela della salute e il governo delle nuove tecnologie sono, per Sergio Mattarella, due delle sfide più urgenti per le istituzioni. Dal Festival delle Regioni il presidente della Repubblica ha chiesto di consolidare i risultati ottenuti nel Servizio sanitario nazionale e di intervenire senza ritardi contro la manipolazione dell’informazione e gli impieghi privi di controllo dell’intelligenza artificiale.
A Palazzo Vecchio, durante l’apertura della quinta edizione del Festival delle Regioni e delle Province autonome 2026, è intervenuto anche Massimiliano Fedriga. Il presidente della Conferenza delle Regioni ha invocato una maggiore condivisione sul diritto alla salute, invitando a non trasformare la sanità in un tema da campagna elettorale.
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Fedriga chiede una tregua sulla sanità
Secondo Fedriga, il confronto politico dovrebbe partire dalla realtà dei problemi e non dalla promessa di soluzioni immediate. «Dobbiamo tornare a una pax sul diritto alla salute», ha detto, sostenendo che il settore non possa diventare «terreno di scontro quotidiano» né essere amministrato attraverso la paura legata alle elezioni.
Il presidente della Conferenza delle Regioni ha definito irresponsabile raccontare ai cittadini che ogni difficoltà possa essere risolta in un giorno. Allo stesso tempo, ha riconosciuto che il sistema sanitario ha bisogno di risorse adeguate per rispondere alle necessità della popolazione e ha auspicato che la prossima legge di bilancio affronti il tema con il coinvolgimento responsabile delle Regioni.
Il Servizio sanitario resta centrale
Nel suo intervento, Mattarella ha indicato il Servizio sanitario nazionale come una priorità assoluta e come uno dei principali patrimoni della Repubblica. La sua protezione e il suo rafforzamento, ha ricordato, sono indispensabili per garantire il diritto alla salute previsto dalla Costituzione, un valore riconosciuto dalla maggioranza degli italiani.
Il capo dello Stato ha inoltre sottolineato il ruolo svolto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nel rinnovamento dell’organizzazione sanitaria. L’Italia ha ricevuto finora 166 miliardi dei più di 194 miliardi assegnati complessivamente, mentre il 37 per cento delle risorse è stato indirizzato a obiettivi sociali e 15,6 miliardi specificamente alla salute.
Tra gli interventi collegati alla decima e ultima rata figurano 1.270 case di comunità, 327 Ospedali di comunità, oltre 6.000 posti aggiuntivi per la terapia intensiva e semintensiva e 3.200 apparecchiature sanitarie di grandi dimensioni. Il piano comprende anche servizi di telemedicina per 566 mila persone e l’inserimento di documenti clinici digitali nel fascicolo sanitario elettronico.
Ora, secondo Mattarella, spetta soprattutto alle Regioni fare in modo che questi cambiamenti non restino soltanto organizzativi, ma producano servizi migliori. La responsabilità riguarda tutti i territori, in modo particolare quelli che sono ancora lontani da standard considerati adeguati.
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Disinformazione e intelligenza artificiale
L’altro passaggio centrale del discorso ha riguardato la qualità dell’informazione. Mattarella ha osservato che la diffusione di contenuti falsi attraverso la rete è già capace di orientare opinioni, decisioni e comportamenti, non soltanto nell’ambito commerciale ma anche nella sfera pubblica.
Sul tema dell’intelligenza artificiale il presidente ha sollecitato interventi rapidi per evitare applicazioni improprie e non governate. Ha definito questa tecnologia straordinaria, ma ha anche ribadito la necessità di regole adeguate, ricordando che l’Unione Europea ha già introdotto una delle discipline più avanzate a livello internazionale per indirizzarne lo sviluppo e impedire usi incompatibili con l’interesse generale e con i diritti fondamentali.
Mattarella ha quindi richiamato il rischio che l’apprendimento automatico renda sempre più difficile mantenere il controllo sui processi tecnologici. A suo giudizio, la competizione esasperata tra pochi grandi operatori può produrre conseguenze che la scienza non è ancora in grado di prevedere; lasciare senza guida l’espansione della potenza di calcolo potrebbe mettere in discussione sia la centralità della persona sia i fondamenti della democrazia.
Regioni chiamate a cambiare
Il Festival di quest’anno è dedicato alle trasformazioni che attraversano la società e alle conseguenze di un cambiamento accelerato dalla scienza e dalla tecnologia. Per il presidente della Repubblica, anche le istituzioni devono avere il coraggio di adeguarsi a processi che ormai assumono una dimensione globale.
Nel suo intervento Mattarella ha ricordato anche il venticinquesimo anniversario della riforma del Titolo V, che ha ridisegnato l’assetto degli enti territoriali. Pur essendo stata approvata in un clima politico condizionato dalla fine della legislatura, quella revisione aveva raccolto il consenso di gran parte delle forze politiche e ha costituito la base sulla quale le Regioni hanno assunto un ruolo più definito, anche agli occhi dei cittadini.
La riforma, ha spiegato il capo dello Stato, ha rappresentato un punto di equilibrio e il fondamento per costruire un nuovo modello di autonomia regionale. Oggi, tuttavia, l’autonomia dovrà accompagnarsi alla capacità concreta di rendere effettive le innovazioni e di assicurare prestazioni sanitarie più solide e uniformi.
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