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Politica 3 min di lettura1 ora fa

Legge di bilancio, opposizioni contestano la manovra elettorale

Pd, M5s, Avs e altre forze contestano misure elettorali, prepensionamenti e tagli ai servizi pubblici.

Le opposizioni hanno bocciato la legge di bilancio approvata dal governo, giudicandola una manovra elettorale e insufficiente per il Paese.

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La protesta della Cgil

La Cgil ha respinto il provvedimento, accusando l’esecutivo di aver riproposto una politica basata su riarmo e contenimento della spesa pubblica. Secondo il sindacato, a pagare il conto saranno soprattutto sanità, previdenza, istruzione, non autosufficienza ed enti locali.

Nel documento vengono citati anche il diritto alla casa e l’intero sistema dei servizi pubblici. La critica riguarda quindi l’impianto complessivo della legge, ritenuto incapace di rafforzare le tutele sociali.


Le reazioni fuori dal Parlamento

Per il momento non sono arrivate prese di posizione dai vannacciani. Le altre forze di opposizione hanno invece contestato il contenuto della manovra, concentrandosi sulle misure frammentate e sulle conseguenze per famiglie e lavoratori.

Il responsabile economico del Pd Antonio Misiani ha definito il provvedimento un’operazione di fine legislatura. A suo giudizio, i partiti della maggioranza hanno inserito ciascuno una misura da rivendicare, lasciando però il costo complessivo a carico del Paese.


Le critiche di Pd e M5s

La segretaria del Pd Elly Schlein ha annunciato che il partito intende rivolgersi alle persone incontrate nelle piazze e a chi denuncia di non riuscire più a sostenere il costo della vita. «Lavoreremo noi per ascoltare le persone che nelle piazze stanno gridando che non ce la fanno più a campare in questo Paese», ha detto.

Il vice segretario del M5s Mario Turco ha descritto la legge come un insieme ristretto di interventi, composto da numerosi bonus e agevolazioni destinati a platee limitate. Ha parlato di un meccanismo simile a una lotteria, nel quale l’accesso a pochi euro dipenderebbe da requisiti molto specifici e difficili da combinare.

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Targa personalizzata e bollette

Tra le novità annunciate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni c’è anche la possibilità di rendere personalizzata la propria targa pagando un importo aggiuntivo. Il deputato del M5s Francesco Silvestri ha replicato sostenendo che, secondo il suo partito, molti italiani avrebbero già scelto la scritta «Meloni vattene».

Nicola Fratoianni, esponente di Avs, ha spostato l’attenzione sul costo dell’energia. A suo avviso, la legge prospetta una spesa pesante per i cittadini, mentre servirebbe un intervento dedicato alla protezione delle fasce più deboli, come quello proposto da Avs.


Le accuse di Italia Viva e +Europa

Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato, ha sostenuto che dietro gli annunci del governo ci sia poca sostanza. Ha inoltre contestato l’interpretazione data da Matteo Salvini alle pensioni: l’ipotesi di uscita a 64 anni, ha osservato, non cancellerebbe la legge Fornero.

Paita ha aggiunto che le riduzioni fiscali rivendicate da Forza Italia non corrisponderebbero ai dati sulla pressione fiscale, indicata al 43%, né all’aumento del costo della vita, cresciuto del 30% in 5 anni. Secondo la senatrice, ogni partito della maggioranza sta cercando di valorizzare una propria misura senza produrre benefici estesi.

Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera, ha accusato il governo di celebrare risultati mentre la situazione economica di molti italiani peggiora. Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha invece criticato il richiamo alle politiche per i giovani affiancato alla previsione di quota 100 per i 64enni.

Magi ha sostenuto che gli interventi destinati alle nuove generazioni sarebbero limitati e che i prepensionamenti finirebbero per sottrarre risorse ai più giovani. Il segretario di +Europa ha quindi definito la legge un provvedimento elettorale costruito per nascondere, a suo giudizio, l’assenza di risposte più ampie.

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