Legge di bilancio, Meloni chiede disciplina agli alleati
Il Consiglio dei ministri lascia aperti i nodi su flat tax, banche e fondi non riscossi
Giorgia Meloni ha chiuso tre mesi di confronto sulla legge di bilancio con un richiamo alla maggioranza: in Parlamento, ha avvertito, non dovranno esserci errori. Si tratta dell’ultima manovra prima delle prossime elezioni politiche.
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I nodi rimasti aperti
Nel Consiglio dei ministri sono rimaste tensioni su alcuni punti del provvedimento. Tra questi figurano la flat tax e il contributo richiesto agli istituti di credito.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha manifestato il proprio malcontento per la previsione di risorse che, secondo il suo sfogo, non sarebbero state effettivamente incassate. Il confronto interno alla maggioranza non si è quindi chiuso senza contrasti.
Il richiamo alla maggioranza
Al termine della discussione, la presidente del Consiglio ha sintetizzato così la situazione: «Abbiamo accontentato tutti, ora niente errori in Parlamento». La frase è stata rivolta agli alleati dopo il lungo esame della manovra.
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Meloni ha poi aggiunto, con una battuta riferita al futuro politico, «E vediamo se sarà davvero l’ultima che faremo». La premier punta infatti a un secondo mandato dopo il voto delle Politiche.
Le tensioni sulla politica estera
Nel confronto a Palazzo Chigi è emerso anche un dissenso sulla posizione da assumere rispetto a Kiev. Meloni ha frenato Matteo Salvini, interrompendo l’iniziativa dell’alleato sul tema.
I contrasti accumulati durante la preparazione della legge di bilancio restano così visibili, nonostante la conclusione del confronto nel Consiglio dei ministri.
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