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Politica 1 min di lettura32 min fa

Giustizia, scontro tra Meloni e Anm sul caso Siher

La premier critica il mancato arresto di Youssef Siher; l’associazione dei magistrati denuncia pressioni sull’autonomia giudiziaria.

La gip di Milano non ha convalidato l’arresto di Youssef Siher, accusato di gestire il canale Telegram “Movimento 17 ottobre”. La decisione ha provocato la dura reazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del vicepremier Matteo Salvini, seguita dalla replica dell’Associazione nazionale magistrati.

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Le critiche di Meloni e Salvini

In un video pubblicato sui social, Meloni ha definito il provvedimento “una decisione vergognosa”. Secondo la premier, il mancato arresto rappresenterebbe una mortificazione per le forze dell’ordine, gli investigatori e il Ministero dell’Interno, impegnati a prevenire nuove devastazioni di negozi e spazi urbani.

La presidente del Consiglio ha collegato Siher alla pagina che, secondo l’accusa, avrebbe promosso le manifestazioni poi sfociate nei danneggiamenti di diversi esercizi commerciali milanesi. Ha inoltre messo in dubbio la capacità dello Stato di tutelare i cittadini davanti a decisioni giudiziarie di questo tipo.

Salvini ha definito incomprensibile la scarcerazione, ricordando che la Procura di Milano aveva contestato a Siher accuse pesanti, tra cui l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità terroristica. Il leader della Lega ha richiamato anche i rischi di fuga e di reiterazione del reato indicati dagli inquirenti, chiedendo chi sarebbe responsabile di eventuali nuove violenze o danni durante i cortei previsti venerdì a Milano.

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La replica dell’Associazione magistrati

La Giunta esecutiva centrale dell’Anm ha espresso solidarietà alla giudice e ha accusato la premier di aver rivolto “un attacco scomposto” alla magistratura. L’associazione ha ricordato che i provvedimenti possono essere contestati attraverso gli strumenti previsti dal procedimento, senza trasformare i magistrati in bersagli del dibattito politico.

Per l’Anm, la delegittimazione dei giudici da parte di esponenti istituzionali costituisce una forma di intimidazione ormai ricorrente. L’associazione ha ribadito che autonomia e indipendenza della magistratura sono elementi essenziali della democrazia e ha sostenuto che attacchi di questo tipo danneggiano la credibilità delle istituzioni.

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