Freni: «Troppe liti della Lega finiscono in tv»
Il sottosegretario parla di manovra, sindacati, Vannacci e della mancata nomina alla presidenza della Consob
Federico Freni ha accusato Antonio Tajani di aver bloccato la sua candidatura alla presidenza della Consob. Il sottosegretario all’Economia ha affrontato anche le tensioni nella Lega, la manovra e il caso Vannacci.
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Il caso della Consob
Freni ha raccontato che l’ipotesi di affidargli la guida della Commissione nazionale per le società e la Borsa era stata valutata dopo il suo impegno nella riforma del mercato finanziario, settore seguito da anni. Secondo il sottosegretario, inizialmente sembrava esserci un’intesa generale sulla sua possibile nomina.
«Il veto è stato di Antonio Tajani, non di Forza Italia, che è una cosa diversa», ha detto Freni durante l’intervista. L’esponente della Lega ha aggiunto di non sapere se il vicepremier abbia agito per motivi personali e ha riferito che Tajani avrebbe motivato il dissenso con l’idea di non affidare la Consob a un esponente politico.
Manovra e tensioni nella Lega
Sulle discussioni legate alla legge di bilancio, Freni ha difeso il ruolo del ministero dell’Economia e ha spiegato che la ricerca di un accordo è inevitabile quando si amministrano i conti pubblici. Ha inoltre respinto l’idea che Giancarlo Giorgetti tenga le risorse a disposizione di una singola componente politica.
Il sottosegretario ha ridimensionato anche i contrasti interni al Carroccio. «Troppi panni sporchi si lavano in televisione e sui giornali e non in casa, ma vi assicuro che è la vita fisiologica di un partito», ha dichiarato, attribuendo le tensioni alla normale dialettica interna.
Le critiche ai sindacati
Freni ha ricordato di essere arrivato alla sua sesta manovra e ha osservato che nessuna legge di bilancio ha soddisfatto tutti, senza suscitare proteste. A suo giudizio, però, le contestazioni dei sindacati non sarebbero coerenti con il numero di contratti rinnovati dal governo.
Il sottosegretario ha sostenuto che il compito delle organizzazioni sindacali è difendere i lavoratori, ma ha accusato alcune componenti di usare gli scioperi per perseguire obiettivi politici. Per questo, ha detto, le proteste di questa occasione gli risultano difficili da comprendere.
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Vannacci e i diritti civili
Parlando di Roberto Vannacci, Freni ha spiegato che il peso elettorale del leader di Futuro nazionale dipenderà anche dalla data delle prossime elezioni. A suo parere, Vannacci intercetta il malcontento di una parte della popolazione attraverso messaggi molto semplificati.
Freni ha distinto tra la necessità della politica di rendere comprensibili temi complessi e l’uso di messaggi che alimentano l’odio. Ha escluso che la Lega abbia seguito questa seconda strada e ha citato, tra gli obiettivi delle polemiche, gli immigrati e le diversità sessuali.
«I diritti civili sono e devono essere un patrimonio di tutti», ha affermato, invitando il centrodestra a considerarli una responsabilità comune e non un’esclusiva della sinistra.
Le targhe personalizzate
Freni ha infine parlato delle targhe personalizzate inserite nella manovra. Ha spiegato che la propria sarà FKF1, sigla scelta per richiamare le sue iniziali.
Secondo il sottosegretario, gli introiti ottenuti da questa misura saranno destinati a un fondo specifico per finanziare la manutenzione delle strade nei Comuni con meno di 15mila abitanti. L’intervista sarà trasmessa stasera in prima serata su San Marino RTV, al canale 550.
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