Decreti e città militarizzate: l’affondo di Gabrielli sul «vannaccismo»
L’ex capo della Polizia critica la risposta delle istituzioni e si schiera con Ernesto Maria Ruffini nel progetto Più uno
Franco Gabrielli, già capo della Polizia e sottosegretario alla presidenza del Consiglio, prende posizione contro l’ennesimo decreto varato dal governo. Oggi impegnato nel progetto Più uno insieme a Ernesto Maria Ruffini, collega la scelta normativa alla difficoltà delle istituzioni nel leggere i cambiamenti in corso.
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Gabrielli richiama l’appello di Mattarella
Nel suo intervento, Gabrielli parte dalle parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha invitato le istituzioni ad affrontare con serietà una vicenda legata alla loro capacità di comprendere le trasformazioni della società.
«Il presidente Mattarella ha richiamato tutti alla serietà di fronte a una vicenda che chiama in causa la responsabilità delle istituzioni rispetto alla comprensione dei cambiamenti», ha affermato Gabrielli. A suo giudizio, però, la risposta politica non sarebbe all’altezza di quella sollecitazione.
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Il nuovo decreto diventa un caso politico
L’ex capo della Polizia contesta infatti la scelta di ricorrere ancora una volta a un decreto. «E invece ci viene propinato l’ennesimo decreto», ha detto, descrivendo il provvedimento come il segnale di un fallimento dell’azione istituzionale.
Nel ragionamento di Gabrielli rientra anche il tema della sicurezza nelle aree urbane. Le nuove norme, secondo la sua lettura, contribuirebbero a militarizzare le città e sarebbero espressione di quello che definisce “vannaccismo”. La critica arriva mentre l’ex dirigente della Polizia ha scelto di affiancare Ruffini nella proposta politica di Più uno.
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