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Politica 1 min di letturaAggiornato 4 ore fa

De Pascale: le Regioni alla Consulta se la manovra non cambia

Il governatore dell’Emilia-Romagna contesta i fondi destinati alla sanità e il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni.

Aggiornamento delle 17:23

La Conferenza delle Regioni, riunita in seduta straordinaria, chiede un aumento del Fondo sanitario nazionale: i 2,4 miliardi previsti dalla manovra sono giudicati insufficienti rispetto a una richiesta di 18 miliardi in tre anni, di cui 7,5 nel 2027. Le risorse servirebbero a finanziare screening oncologici, assistenza per autismo e salute mentale, nuove attrezzature ospedaliere e assunzioni nel settore sanitario.

Aggiornamento delle 15:59

Secondo Gimbe, il rapporto tra Pil e spesa sanitaria scenderà sotto il 6% nel 2028, nonostante i finanziamenti record rivendicati dal governo. Dei nuovi fondi annunciati per la sanità, 1,6 miliardi sarebbero destinati a voucher per pensionati over 75, utilizzabili solo nel settore privato. Una quota, inoltre, risultava già prevista nella precedente legge di Bilancio.

Michele de Pascale invita le Regioni a rivolgersi alla Corte costituzionale se la manovra non verrà modificata.

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L’appello sulla sanità

Il presidente dell’Emilia-Romagna ha chiesto una revisione delle misure economiche e maggiori risorse per il sistema sanitario. A suo giudizio, l’attuale impostazione rischia di trasferire sulle Regioni responsabilità che non possono essere sostenute senza finanziamenti adeguati.

«Mi auguro che si possa rivedere questa manovra e prevedere adeguati finanziamenti», ha detto de Pascale, intervenendo sul tema delle risorse destinate alle prestazioni sanitarie.


I limiti per il governo

Secondo il governatore, l’esecutivo non può stabilire i livelli essenziali di assistenza, ridurre i fondi disponibili e lasciare poi alle amministrazioni regionali il compito di garantire quei servizi. Il principio, ha spiegato, riguarda sia gli obiettivi fissati dallo Stato sia gli strumenti necessari per raggiungerli.

De Pascale ha quindi prospettato un’iniziativa comune delle Regioni: «Se la manovra non dovesse cambiare penso che le Regioni debbano portare il governo davanti alla Corte costituzionale».

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La sentenza sui servizi essenziali

Le sue parole sono arrivate dopo la decisione resa mercoledì 4 novembre dalla Consulta su un ricorso presentato dall’Emilia-Romagna riguardo ai livelli essenziali delle prestazioni per le persone con disabilità. Il presidente regionale ha definito favorevole l’esito del procedimento.

La pronuncia, nella ricostruzione di de Pascale, stabilisce che il governo non può determinare autonomamente il modello di finanziamento dei servizi essenziali. Prima di attribuire gli obiettivi alle Regioni, ha aggiunto, deve assicurare un sistema fondato su trasferimenti oppure su un meccanismo fiscale capace di sostenerne i costi.

Il governatore ha sostenuto che il mancato rispetto di questo equilibrio allontanerebbe le politiche sanitarie dai vincoli costituzionali e ha richiamato le Regioni alla tutela dei principi fissati dalla Carta.

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