383notizie oggi Scopri i vantaggi
Politica 2 min di lettura1 ora fa

D'Alimonte: a Milano candidati e coalizioni decidono il voto

Il centrosinistra parte avanti, ma il risultato dipenderà dall’appeal dei candidati e dalla partecipazione degli elettori

Il centrosinistra parte con un vantaggio alle comunali di Milano, ma non ha la vittoria garantita. Per Roberto D'Alimonte, politologo e professore emerito alla Luiss, saranno decisivi i candidati scelti e l’ampiezza delle coalizioni.

Offerta del giorno29 ottobre

Lancome

-20% sui pacchetti da Lancôme

Scade tra 63 giorni
*******


Il peso dei candidati

Nelle ultime tre elezioni amministrative milanesi ha prevalso il centrosinistra. Secondo D'Alimonte, però, questo risultato non basta a definire un orientamento permanente della città: la valutazione potrà essere più precisa soltanto dopo aver conosciuto tutte le candidature.

Tra i nomi già emersi c’è Mario Calabresi, considerato dal politologo un profilo adatto a Milano per il suo posizionamento moderato. Resta da capire, però, se riuscirà a coinvolgere anche gli elettori meno centristi, necessari per costruire una maggioranza ampia.

«Contano tutti e due», ha detto D'Alimonte parlando del rapporto tra candidato e partito. A suo giudizio, le organizzazioni politiche conservano un ruolo, ma oggi il consenso personale pesa più che in passato, soprattutto nel centrosinistra e nell’epoca dei social media.


Voto urbano e istruzione

La tendenza favorevole ai progressisti riguarda molte grandi città, non soltanto Milano. D'Alimonte descrive una relazione tra dimensione dei comuni e orientamento elettorale: nei centri più popolosi cresce il sostegno al centrosinistra, mentre nei piccoli comuni e nelle aree rurali il centrodestra mantiene risultati migliori.

Questa dinamica interessa anche il Nord, compresi territori come il Veneto, dove il centrosinistra è generalmente più debole. Per il politologo, nelle città l’elettorato è mediamente più informato e tende più spesso verso posizioni progressiste.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Tra i fattori indicati c’è anche il livello di istruzione. Una popolazione più istruita, ha spiegato, partecipa maggiormente alla vita politica e mostra atteggiamenti meno tradizionalisti e più aperti.


Coalizioni e partecipazione

A Milano i rapporti tra gli schieramenti seguono una logica diversa da quella nazionale. Se a livello italiano il nodo riguarda soprattutto un possibile accordo tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, nel capoluogo lombardo è il centrodestra, secondo D'Alimonte, a presentare maggiori difficoltà nel trovare una posizione competitiva.

La partecipazione sarà un altro elemento determinante. «Partiti che automaticamente portano la gente a votare non esistono più», ha osservato il professore, indicando nelle personalità riconoscibili, nei temi capaci di mobilitare e nelle questioni concrete gli strumenti per riportare gli elettori alle urne.

Il vantaggio del centrosinistra, quindi, potrà essere rafforzato o ridotto dalle scelte compiute durante la costruzione dell’offerta elettorale. La capacità di mobilitazione del Partito democratico resta, secondo l’analisi, sostenuta anche da una presenza organizzata sul territorio, ma funziona meglio quando il candidato riesce a suscitare interesse.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere