344 candidature e un verdetto: premiata l’inchiesta sui centri in Albania
Giacomo Zandonini e Maite Vermeulen conquistano il riconoscimento del Parlamento europeo con un lavoro sull’intesa migratoria tra Italia e Albania.
Sono arrivate da tutti i 27 Paesi dell’UE le candidature esaminate per l’edizione 2026 del Premio Daphne Caruana Galizia. La giuria ha ricevuto 344 lavori, dai quali ha ricavato una rosa di dieci finalisti prima di scegliere l’inchiesta vincitrice.
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Un premio che richiama alla responsabilità
Nel corso della cerimonia, Roberta Metsola ha sottolineato il ruolo di chi verifica i fatti e mette il potere di fronte alle proprie responsabilità. La Presidente del Parlamento europeo ha ricordato che la tutela della libertà di stampa deve tradursi in azioni concrete, non restare soltanto un principio dichiarato.
«Dobbiamo proteggere i giornalisti che indagano, pongono domande e chiamano il potere a risponderne, spesso correndo grandi rischi personali», ha affermato Metsola durante l’evento. Nel suo intervento ha inoltre richiamato il coraggio e la determinazione di Daphne Caruana Galizia nella ricerca della verità.
L’inchiesta sull’intesa migratoria
A ricevere il riconoscimento sono stati Giacomo Zandonini, italiano, e Maite Vermeulen, dei Paesi Bassi. Il loro reportage, pubblicato da De Correspondent, analizza l’accordo sottoscritto da Italia e Albania nel settore della migrazione.
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Al centro del lavoro c’è il sistema realizzato dall’Italia sul territorio albanese: il progetto comprende una struttura destinata alla detenzione e un centro incaricato di esaminare le domande di asilo. L’inchiesta ha dunque ricostruito uno degli aspetti più delicati dell’intesa tra i due Paesi.
La cerimonia a Strasburgo
La consegna è avvenuta nella sala stampa intitolata a Daphne Caruana Galizia, all’interno del Parlamento europeo a Strasburgo. Alla cerimonia hanno preso parte Roberta Metsola e Pina Picierno, vicepresidente responsabile del premio.
Il riconoscimento è stato assegnato a nome di una giuria indipendente formata da giornalisti in rappresentanza di tutti gli Stati membri dell’UE. Il premio porta il nome della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, uccisa nel 2017 mentre lavorava a inchieste sulla corruzione.
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Giacomo Zandonini e Maite Vermeulen hanno ricevuto il riconoscimento del Parlamento europeo per il lavoro pubblicato su De Correspondent.
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