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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Toyota prepara il nuovo ibrido, Nakata conferma l’arrivo

Il presidente europeo del gruppo esclude l’addio al continente e indica idrogeno e biocombustibili tra le tecnologie future

Toyota lancerà presto una nuova generazione del sistema ibrido. La soluzione sarà compatibile con modelli elettrici, ibridi e ibridi ricaricabili, ma l’azienda non ha ancora comunicato né la data né il modello d’esordio.

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Biocombustibili e idrogeno

Sul fronte dei combustibili rinnovabili, Toyota partecipa ai tavoli europei dedicati alle regole e alle possibili applicazioni industriali. Il gruppo collabora spesso con Eni, ma al momento non esiste un progetto specifico per l’Italia.

Secondo Nakata, i biocombustibili possono ridurre rapidamente le emissioni anche delle vetture già circolanti. In Spagna Toyota lavora a un progetto dimostrativo con Bmw, Bosch e Repsol.

L’azienda continua inoltre a puntare sull’idrogeno, soprattutto per il trasporto pesante. Insieme a Daimler e Volvo ha investito nella joint venture Cellcentric, che mira a portare sulle strade europee camion e autobus alimentati da celle a combustibile.

La diffusione dei mezzi pesanti potrebbe favorire la costruzione di una rete di rifornimento adatta alle lunghe distanze. Una volta sviluppata, questa infrastruttura potrebbe sostenere anche l’impiego dell’idrogeno sulle automobili; Nakata ha anticipato che Toyota sta preparando novità pure in questo settore.


Toyota resta in Europa

Nakata, presidente e amministratore delegato di Toyota Europa dal 2023, ha escluso qualsiasi ipotesi di ritiro dal mercato continentale. «Lasciare l’Europa? No, non lo abbiamo mai pensato», ha affermato, spiegando che la presenza industriale locale nasce dalla volontà di rispondere alle richieste dei clienti europei.

Il dirigente sta affrontando una fase caratterizzata dall’arrivo di numerosi costruttori cinesi e da possibili modifiche alle politiche commerciali. Toyota ha già stabilimenti produttivi in Europa e intende continuare a servire direttamente il pubblico del continente.

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Concorrenza e nuovi marchi

Nakata considera positive le trattative tra Unione europea e Cina sui limiti alle importazioni di automobili ibride cinesi. A suo giudizio, regole capaci di garantire condizioni equilibrate aumenterebbero la varietà dell’offerta e amplierebbero le possibilità di scelta per gli automobilisti.

Toyota, ha spiegato, non ha mai ignorato la crescita dei produttori cinesi. Il gruppo riconosce loro una buona capacità industriale e prezzi competitivi, anche grazie alla propria presenza in Cina attraverso fabbriche, centri di ricerca e accordi con aziende locali.

Le collaborazioni sviluppate nel Paese asiatico permettono uno scambio di competenze tra i diversi costruttori. Per Nakata, entrambe le parti hanno ormai una dimensione internazionale e possono proporre i propri veicoli in mercati diversi.


Modelli sviluppati con l’Europa

Toyota ha partnership attive con Bmw e Stellantis, ma non ha indicato nuovi accordi imminenti con altri gruppi automobilistici. Il mercato europeo, ha osservato Nakata, ha contribuito direttamente all’evoluzione dei modelli del marchio.

In passato il design Toyota non incontrava pienamente il gusto degli automobilisti europei. Attraverso il kaizen, cioè il metodo del miglioramento continuo, l’azienda ha raccolto indicazioni dai clienti del continente e le ha utilizzate per perfezionare anche la produzione destinata agli altri mercati.

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