Sepang, la Ferrari brilla ma il vero vincitore resta un’incognita
Leclerc chiude davanti a tutti, ma il degrado delle gomme e i diversi programmi di lavoro rendono impossibile indicare già un favorito per la gara
A Sepang il cronometro ha premiato Charles Leclerc e la Ferrari, ma il risultato più importante del venerdì è un altro: nessuna squadra sembra aver ancora capito fino in fondo come affrontare questo asfalto. Temperature oltre i 50 °C, poca aderenza e un’usura termica molto elevata hanno trasformato la gestione degli pneumatici nella principale incognita del fine settimana.
Gomme e asfalto dettano il ritmo
Il manto del circuito malese, esposto alla polvere trasportata dal vento, è apparso particolarmente sporco e scivoloso. La superficie, ormai segnata da circa dieci anni di agenti atmosferici, presenta una rugosità eccezionale: i grani dell’asfalto sono emersi e sottopongono le coperture a uno stress paragonabile a quello osservato in Bahrain.
Le difficoltà si sono riflesse anche nella guida, con numerosi errori soprattutto in prossimità dell’ultima frenata. Proprio per questo le squadre hanno concentrato gran parte del lavoro sulla distanza, mentre la possibilità di una gara con tre soste non può essere esclusa. Quasi tutti hanno evitato di utilizzare la mescola più dura, probabilmente per conservarla in vista di domenica; la McLaren, invece, ha risparmiato anche un treno di gomme medie.
I long run non danno certezze
I dati raccolti nelle simulazioni non consentono ancora di stabilire una gerarchia. Max Verstappen ha percorso un lungo tratto con le medie, senza però poter essere confrontato direttamente con avversari impegnati sulle morbide. Anche Ferrari, Mercedes e McLaren hanno seguito programmi differenti per durata dei tratti, ritmo iniziale e condizioni degli pneumatici, rendendo il confronto poco omogeneo.
George Russell ha completato il maggior numero di giri consecutivi, 14, pagando un peggioramento superiore a un secondo. Kimi Antonelli è partito con maggiore aggressività, ma ha visto il rendimento delle gomme calare rapidamente prima di fermarsi e provare anche la mescola media. Leclerc ha registrato il miglior tempo nella fase iniziale e ha mantenuto un’andatura almeno all’altezza di quella di Russell fino alla sosta. Lewis Hamilton è apparso meno convincente, mentre Lando Norris ha seguito un percorso opposto: prudente all’inizio, è riuscito poi a migliorare il proprio ritmo, arrivando a essere circa un secondo più veloce della Mercedes di Russell.
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La qualifica resta decisiva
Il sorpasso di Antonelli su Leclerc ha confermato che a Sepang è possibile attaccare, ma partire nelle prime posizioni rimane comunque essenziale. Viaggiare in aria libera potrebbe infatti aiutare i piloti a contenere il consumo delle gomme, anche se il giro secco presenta problemi altrettanto complessi.
Le coperture faticano a restare efficienti fino alla conclusione del giro e un secondo tentativo sullo stesso treno si è rivelato spesso inefficace. I team dovranno quindi attendere il miglioramento della pista prima di cercare il tempo, lavorando anche su assetto e stile di guida. Nei curvoni veloci del secondo settore potrebbe essere utile ridurre lo stress sugli pneumatici e dosare con attenzione l’energia elettrica.
Ferrari davanti, Red Bull incombe
Il risultato più deludente della giornata è quello della Mercedes. Il circuito malese non offre le stesse caratteristiche di Baku, favorevoli alla W17, ma il nuovo pacchetto tecnico portato a Kuala Lumpur avrebbe dovuto produrre un effetto più evidente. Inoltre, George Russell e Kimi Antonelli hanno entrambi compromesso il proprio giro cronometrato con errori di guida, mentre Verstappen non ha montato le gomme morbide nella seconda sessione, lasciando incompleto il confronto con Ferrari e Mercedes.
La Red Bull ha comunque impressionato per la competitività mostrata in un contesto difficile: la RB22 sembra ora capace di puntare al podio anche su tracciati nei quali la potenza del motore non è l’elemento principale. La Ferrari ha tratto beneficio dall’avantreno efficace della SF-26 e dalla capacità di trattare con delicatezza le gomme. La McLaren, infine, potrebbe crescere soprattutto sulla lunga distanza, ma dopo il primo giorno il quadro resta aperto e senza un candidato netto alla vittoria.
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