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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Phillip Island nel caos: la MotoGP non riparte prima delle 5

La visibilità impedisce all’elicottero medico di decollare: cancellata la Moto3, mentre la gara regina è stata messa in cima al nuovo programma.

La sicurezza dei piloti ha congelato la domenica di Phillip Island: senza l’elicottero medico in volo, nessuna attività può cominciare. Il maltempo ha così stravolto la scaletta australiana, con la MotoGP indicata come prima gara da disputare non appena sarà possibile tornare in pista.

Nella notte italiana è inoltre scattata l’ora solare. Gli orologi sono stati riportati dalle 3:00 alle 2:00 e il distacco con Phillip Island è ora di 10 ore.

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L’elicottero medico blocca il programma

La visibilità insufficiente continua a impedire il decollo del mezzo sanitario da Melbourne. In assenza di questa garanzia, la Direzione Gara non può autorizzare sessioni o competizioni, anche se il tracciato fosse tecnicamente praticabile.

Dopo una serie di rinvii, è stato stabilito che prima delle 15:00 locali, le 5:00 in Italia, non ci sarà alcuna attività sul circuito. Il prossimo comunicato degli organizzatori era atteso alle 14:00 locali, corrispondenti alle 4:00 italiane.


Moto3 cancellata, cambia la sequenza

L’incertezza ha portato alla cancellazione ufficiale della gara della Moto3, annunciata alle 3:48 italiane. Anche il warm-up della MotoGP era già stato eliminato dal programma, mentre le altre prove restano subordinate al miglioramento delle condizioni.

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Davide Tardozzi, intervenuto su Sky, ha spiegato che l’apertura della corsia box potrebbe avvenire alle 15:00 locali, con dieci minuti a disposizione invece dei consueti cinque. Il responsabile Ducati ha però ribadito che il via dipenderà dal decollo dell’elicottero e dalla sicurezza complessiva: «La sicurezza innanzitutto».


Prima la MotoGP, poi il resto

Nel piano provvisorio comunicato ai team, la gara della classe regina dovrebbe essere la prima sessione a partire. In seguito gli organizzatori puntano a recuperare Moto2 e Moto3, anche se quest’ultima è stata poi cancellata ufficialmente e la Moto2 conserva interesse perché il titolo non è ancora stato assegnato.

Resta da verificare anche la quantità d’acqua presente sull’asfalto. Tardozzi ha ricordato i problemi di accumulo già osservati nel 2023 tra le curve 3 e 4, dove la conformazione del terreno favorisce il deflusso dell’acqua verso la pista. I tecnici stanno lavorando per limitarli, ma ogni decisione rimane legata alle condizioni meteorologiche e alla tutela dei piloti.

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