Omoda X, il crossover che sfida i sentieri: numeri e novità
La nuova proposta cinese punta su quattro ruote motrici, 20 centimetri di altezza da terra e motori elettrici o ibridi ricaricabili.
Non è ancora una fuoristrada pura, ma vuole avvicinarsi a quel mondo più di qualsiasi altra Omoda. La X, mostrata al vertice internazionale degli utenti Chery 2026 di Wuhu, combina forme robuste, trazione integrale e dotazioni pensate per affrontare anche percorsi difficili, mantenendo però l’impostazione versatile di un crossover.
Il progetto introduce il linguaggio estetico Cyber Mecha, destinato a influenzare i prossimi modelli del marchio. La produzione dovrebbe partire tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028, mentre l’arrivo sul mercato è atteso, in linea teorica, nella primavera del 2028.
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Una carrozzeria lontana dai soliti crossover
La novità più evidente riguarda le proporzioni. Al posto della linea filante con tetto inclinato, tipica di molti modelli attuali della Casa, la Omoda X adotta una sagoma più verticale e imponente. I passaruota pronunciati, le ruote con pneumatici tassellati e le superfici ispirate al mondo aeronautico danno alla vettura un aspetto decisamente più aggressivo.
Sul retro compare una firma luminosa a diodi luminosi con disegno a fulmine. La carrozzeria è inoltre protetta da uno strato trasparente resistente ai graffi, utile quando si percorrono strade sterrate. Il costruttore dichiara anche una capacità di traino pari a 1.800 kg, un dato che rafforza la vocazione pratica del modello.
Quote da vera avventuriera
La base tecnica è inedita rispetto alle soluzioni oggi presenti nella gamma. I dati preliminari indicano 200 millimetri di luce dal suolo, una capacità di attraversamento dell’acqua superiore a 700 millimetri e un carico massimo sul tetto di 75 kg. La trazione sulle quattro ruote completa un quadro pensato per un utilizzo più impegnativo rispetto a quello dei normali veicoli urbani rialzati.
Nonostante queste caratteristiche, la X non rinuncia alla natura polivalente di un crossover. La sua impostazione dovrebbe quindi consentire l’uso quotidiano, senza arrivare agli estremi dei modelli progettati esclusivamente per il fuoristrada.
Abitacolo digitale ma non tutto tattile
Anche l’interno segna una discontinuità con le consuetudini di molti modelli cinesi. La plancia segue un tema a doppia ala, con richiami alle vetture granturismo, mentre il tunnel centrale ricorda una postazione di comando aeronautica.
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Il conducente dispone di uno schermo da 10,25 pollici per la strumentazione e di un display centrale da 13,2 pollici per l’intrattenimento e le funzioni dell’auto. Restano comunque alcuni comandi fisici per le regolazioni più frequenti, una scelta utile durante la guida.
Elettrica o ibrida ricaricabile
Con una lunghezza prevista intorno ai 4,70 metri, la Omoda X occuperà una posizione intermedia tra la Omoda 7 e la Omoda 9. La gamma comprenderà versioni elettriche e ibride ricaricabili, ma per ora non sono stati comunicati né i livelli di potenza né i dati relativi all’autonomia.
La dotazione tecnologica includerà sistemi avanzati di assistenza alla guida, funzioni multimediali supportate dall’intelligenza artificiale e una telecamera termica capace di individuare ostacoli al buio fino a 90 metri. Sarà presente anche una modalità di guida configurabile denominata “X”.
Stile deciso, giudizi divisi
Le forme muscolose, i passaruota evidenti e le capacità dichiarate rendono la vettura riconoscibile e diversa dai crossover più convenzionali. L’insieme cerca di unire immagine avventurosa e utilità concreta, senza trasformare il modello in una fuoristrada specializzata.
Proprio il design Cyber Mecha potrebbe però dividere il pubblico. Le dimensioni visive imponenti e le linee squadrate possono piacere a chi cerca un’auto anticonvenzionale, mentre rischiano di non convincere gli automobilisti orientati verso uno stile più sobrio. Anche gli appassionati del fuoristrada estremo potrebbero considerarla troppo crossover e non abbastanza specialistica.
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Linee robuste e buone capacità strizzano l’occhio all’avventura, senza trasformare il modello in una vera fuoristrada specialistica.
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