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Motori 4 min di lettura1 ora fa

Honda CB1000F, oltre 226 km/h: la prova svela quanto spinge

La naked dal look rétro combina un quattro cilindri derivato dalla Fireblade con consumi contenuti e prestazioni rilevate dal Centro Prove.

La CB1000F convince già nell’uso quotidiano: il manubrio rialzato, le pedane ben collocate e il corretto rapporto tra sella e comandi rendono la posizione naturale. Anche le gambe trovano un appoggio efficace sul serbatoio, mentre le vibrazioni restano quasi impercettibili.

Il piccolo cupolino offre più riparo di quanto lasci immaginare, gli specchi restituiscono una visuale ampia e il cavalletto non richiede particolare sforzo. Tra le curve la Honda rimane precisa dall’ingresso fino all’uscita e mantiene un assetto stabile anche sui tratti veloci. Le sospensioni assorbono con efficacia le irregolarità, senza perdere sostegno quando il ritmo aumenta.

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Una guida facile, anche quando si forza

La frenata si lascia modulare con semplicità e conserva la sua efficacia nelle staccate ripetute. Anche nelle decelerazioni più energiche la moto non si scompone; il cambio, invece, si distingue per innesti rapidi e precisi, affiancati da una frizione leggera da azionare.

Il comportamento generale è quindi equilibrato: la CB1000F resta accessibile nelle manovre da fermo, ma non rinuncia a un’impostazione dinamica quando la strada diventa più impegnativa. La bilancia ha registrato 207 kg in ordine di marcia, distribuiti in 106 kg sull’avantreno e 101 kg sul retrotreno.


Il quattro cilindri dà il meglio ai medi

Sul banco la potenza massima alla ruota è arrivata a 116,96 CV a 10.000 giri nella modalità Sport e in quinta marcia. In sesta, con impostazione Standard, il valore è stato di 115,46 CV a 9.160 giri; la coppia più elevata ha raggiunto 9,99 kgm a 7.974 giri.

Il confronto con i 124 CV dichiarati all’albero evidenzia una perdita di circa il 6%, compatibile con il passaggio attraverso la trasmissione a catena. Le diverse mappe modificano soprattutto l’erogazione: la potenza rilevata va da 113,78 a 116,96 CV, mentre la coppia varia da 9,84 a 9,99 kgm. Il motore risponde già con decisione ai regimi intermedi, consente di usare marce alte senza ricorrere continuamente alla leva e conserva in alto l’allungo tipico di un quattro cilindri.

Le prestazioni confermano il carattere brillante della naked. La velocità massima misurata è di 226,7 km/h, vicina ai 230 km/h dichiarati; nello scatto da 0 a 100 km/h servono 3,36 secondi in Sport e 3,72 in Rain. Sul quarto di miglio, cioè 400 metri, i tempi sono rispettivamente di 11,04 e 11,40 secondi, mentre la ripresa da 50 km/h sui 400 metri è stata completata in 12,28 secondi con la mappa Sport.


Consumi: due volti molto diversi

La sesta marcia lunga aiuta quando si viaggia a velocità costante. Il Centro Prove ha registrato 23,45 km/l a 90 km/h e 21,21 km/l a 120 km/h; nel percorso extraurbano la media è salita a 24,55 km/l, mentre in autostrada il dato è stato di 19,3 km/l.

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A gas completamente aperto il rendimento cambia radicalmente, con 8,83 km/l. Il serbatoio da 16 litri permette un’autonomia calcolata di 339,36 km a 120 km/h, mentre alla massima andatura il valore scende a 141,28 km. La risposta più morbida della modalità Rain incide sull’accelerazione, che da 50 km/h resta comunque pronta senza obbligare a tenere il motore sempre vicino al regime massimo.


Tecnica moderna sotto la pelle rétro

L’estetica richiama le Honda CB750F e CB900F Bol d’Or degli anni Ottanta, ma la base meccanica deriva dalla CB1000 Hornet. Telaio in acciaio, forcellone in alluminio, forcella rovesciata e monoammortizzatore centrale sono affiancati da componenti Showa regolabili integralmente; il telaietto posteriore specifico sostiene una sella più piatta e larga, posta a 79,5 cm da terra.

L’impianto frenante utilizza due dischi anteriori da 310 mm e un elemento posteriore da 240 mm. Da 100 km/h l’arresto è avvenuto in 42,56 metri. I cerchi da 17 pollici montano pneumatici Bridgestone Battlax S22 nelle misure 120/70 all’anteriore e 180/55 al posteriore.

Il cambio dispone di sei rapporti, con le prime due marce accorciate per rendere più vivaci le uscite dalle curve strette e una sesta più distesa nei trasferimenti. Il cambio elettronico bidirezionale è disponibile come optional. A completare la dotazione ci sono tre modalità preimpostate, Rain, Road e Sport, oltre a due configurabili dall’utente, con regolazioni per controllo di trazione, freno motore e anti-impennata.

Di serie sono presenti illuminazione a LED, accensione senza chiave e strumentazione TFT a colori da 5 pollici con collegamento allo smartphone. Il prezzo fissato da Honda è di 12.190 euro: una cifra associata a una dotazione completa, sospensioni regolabili e una potenza superiore a 115 CV alla ruota.

Il progetto mette così insieme il richiamo visivo alle grandi CB del passato e il quattro cilindri in linea di derivazione Fireblade, rielaborato per offrire maggiore spinta nella zona intermedia. I numeri rilevati mostrano una moto capace di unire prestazioni elevate, facilità di utilizzo e consumi ragionevoli quando non si sfrutta tutta la potenza.

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