357notizie oggi Scopri i vantaggi
Motori 3 min di lettura1 ora fa

Hamilton primo in griglia a Città del Messico: i numeri

Dal 2015 chi partiva davanti ha perso il comando dopo curva 3 in cinque gare su dieci

Lewis Hamilton ha conquistato la prima posizione in griglia nel Gran Premio del Messico. Il dato riapre il dibattito sul reale vantaggio della casella numero uno all’Autodromo Hermanos Rodríguez.

Nel 2017 Sebastian Vettel aveva mantenuto lo spunto migliore e sembrava destinato a imboccare per primo curva 1. Max Verstappen lo superò però all’esterno, restando entro i limiti della pista e portandosi poi all’interno della curva successiva. Un contatto tra la ruota posteriore destra dell’olandese e l’ala della Ferrari danneggiò la vettura di Vettel, che poco dopo urtò anche Hamilton.

Offerta del giorno1 novembre

Douglas

-30% su ordini da 129€ da Douglas

Scade tra 10 giorni
********


Quando la prima casella non basta

Quattro delle cinque occasioni in cui il pilota in pole non era al comando dopo curva 3 sono nate da una partenza poco efficace. Nel 2018 Daniel Ricciardo perse subito terreno, ritrovandosi terzo dopo pochi metri.

Nel 2021 Valtteri Bottas rimase al centro della carreggiata, stretto tra Hamilton e Verstappen. Il pilota della Red Bull riuscì a frenare all’esterno con grande efficacia e a passare davanti già alla prima curva. Nel 2023 Charles Leclerc e nel 2024 Carlos Sainz conservarono inizialmente la posizione, ma non riuscirono a occupare il lato interno del rettilineo: Verstappen ne approfittò in entrambe le occasioni.

La posizione interna resta infatti decisiva per affrontare la frenata iniziale. Anche nel 2025 la gestione della scia ebbe un peso: le due Ferrari cercarono di sfruttare quella della McLaren di Lando Norris, mentre Hamilton, terzo sulla griglia, mise sotto pressione Leclerc. Il monegasco rimase esposto all’aria sporca e arrivò al contatto con Verstappen, tagliando poi la prima curva.


Le cinque partenze da leader

Il bilancio complessivo non dimostra però che la pole sia sfavorevole. Dal ritorno del circuito nel calendario moderno, nel 2015, sono state disputate dieci partenze e in metà dei casi il poleman è rimasto davanti al gruppo dopo la terza curva.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Ci sono riusciti Nico Rosberg nel 2015, Hamilton nel 2016, Charles Leclerc nel 2019, Verstappen nel 2022 e Norris nel 2025. In alcune di queste occasioni il vantaggio non è stato lineare: nel 2016 Hamilton tagliò la prima chicane dopo una frenata lunga, ma la FIA non gli impose di restituire la posizione perché il margine sul secondo era già ampio.

Nel 2019 Leclerc partì bene, ma lasciò libera troppo presto la traiettoria interna. Vettel, che scattava dalla seconda casella, si inserì nella scia e costrinse Hamilton verso l’esterno, riducendone l’accelerazione iniziale.


Il peso del lungo rettilineo

La pista messicana presenta una caratteristica che alimenta il rischio per chi parte davanti: la distanza tra la griglia e il punto di frenata è molto elevata. I piloti della seconda fila possono quindi sfruttare la scia e arrivare alla prima curva con una velocità superiore.

L’altitudine di circa 2.200 metri riduce la densità dell’aria e, in teoria, limita l’efficacia della scia rispetto ad altri circuiti. La lunghezza del rettilineo, tuttavia, lascia comunque spazio a importanti recuperi prima della frenata.

I dati delle dieci gare mostrano quindi un quadro meno netto: partire dalla prima casella può diventare un limite se lo scatto è lento o se non si protegge subito il lato interno, ma resta la posizione più favorevole quando il pilota gestisce bene i primi metri.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere