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Ferrari, Verstappen non si nasconde: il quinto posto non lo tenta

Il campione della Red Bull ha spiegato perché un eventuale approdo a Maranello avrebbe senso soltanto con una vettura capace di puntare al successo.

Per Max Verstappen il prestigio di un nome non basta a giustificare un cambio di squadra. Anche l’ipotesi Ferrari, pur legata a uno dei marchi più importanti dell’automobilismo, avrebbe valore soltanto se gli permettesse di competere concretamente per le vittorie.


La priorità resta vincere

Interpellato sul possibile approdo a Maranello durante un’intervista a Press Association ripresa da Sky UK, il pilota olandese ha evitato risposte diplomatiche. «Voglio solo vincere», ha chiarito, spiegando che non si considera una persona legata alla nostalgia.

Verstappen ha comunque ribadito la grande considerazione per la Ferrari, ma ha posto una condizione precisa: non avrebbe motivo di impegnarsi completamente per una squadra se il risultato realistico fosse soltanto un quinto o un sesto posto. La prospettiva di guidare per il Cavallino, dunque, non viene esclusa in assoluto, ma oggi non rappresenta una tentazione sufficiente.


Red Bull, una scelta fino al 2030

Il campione del mondo ha da poco prolungato il proprio accordo con Red Bull fino al 2030. La vittoria ottenuta a Sepang sembra aver rafforzato la decisione, anche perché tutti i suoi 72 successi in Formula 1 sono arrivati con la scuderia austriaca.

A spingerlo a restare, oltre ai risultati già conquistati, c’è anche il rapporto costruito nel tempo con la squadra. Verstappen ha descritto Red Bull come una seconda famiglia e ha spiegato che l’idea di contribuire alla sua ricostruzione costituisce una motivazione importante per proseguire il percorso iniziato insieme.

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Il nuovo equilibrio senza Horner

Nella stessa conversazione, il pilota ha commentato il clima interno alla Red Bull dopo l’uscita di Christian Horner. Secondo Verstappen, l’ambiente sarebbe diventato meno teso e il comportamento delle persone coinvolte renderebbe la situazione attuale più semplice da gestire.

Sul possibile rientro in Formula 1 del manager britannico, però, l’olandese ha preferito non prendere posizione. Ha riconosciuto il buon lavoro svolto da Horner e ha osservato che, qualora si presentasse un’occasione adeguata, potrebbe tornare nel circus, ma ha precisato: «Non è un mio problema né una mia preoccupazione».


Un record condiviso con Schumacher

Il successo di domenica scorsa ha portato Verstappen a 72 affermazioni in carriera. Il dato lo colloca accanto a Michael Schumacher, che raggiunse lo stesso numero di vittorie al volante della Ferrari.

Davanti a loro resta soltanto Lewis Hamilton, arrivato a 84 primi posti con Mercedes tra il 2013 e il 2024. Un confronto che conferma il peso del rendimento ottenuto da Verstappen con Red Bull e aiuta a spiegare perché, per il momento, il pilota non sembri disposto a cambiare strada senza garanzie competitive.

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