Ferrari brevetta il raffreddamento dell’aria con celle Peltier
Il progetto depositato negli Usa punta a ridurre la temperatura dell’aria prima della compressione, alleggerendo forse l’intercooler
Ferrari ha pubblicato negli Stati Uniti un brevetto per raffreddare l’aria aspirata prima che raggiunga il compressore. Il sistema utilizza celle Peltier alimentate esclusivamente dall’energia elettrica.
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Un raffreddamento prima del compressore
Il documento, pubblicato l’8 ottobre 2026 con il numero US 2026/0309072, deriva da una domanda italiana depositata il 2 aprile 2025. L’idea nasce dalla necessità di gestire le temperature dei motori sovralimentati, nei quali la compressione riscalda l’aria destinata ai cilindri.
Quando la temperatura sale, l’aria diventa meno densa e il rendimento volumetrico diminuisce. Nei propulsori a benzina aumenta inoltre il rischio di detonazione. Oggi il calore viene ridotto soprattutto attraverso un intercooler collocato dopo il compressore, ma sulle unità più potenti questo componente tende a diventare più grande e pesante.
La proposta Ferrari sposta il raffreddamento a monte della girante. Il dispositivo avrebbe una forma tubolare e sarebbe disposto sullo stesso asse del componente che comprime l’aria. Quattro pareti radiali, incrociate perpendicolarmente, dividerebbero il condotto in altrettanti passaggi.
Come lavorano le celle Peltier
Su entrambe le superfici di ogni parete verrebbero collocate celle Peltier, con il lato freddo rivolto verso il flusso aspirato. Le pareti, sagomate con un profilo simile a quello di un’ala, servirebbero a mantenere regolare il passaggio dell’aria e a limitare le turbolenze.
Il principio sfrutta una proprietà scoperta nel 1834 dal fisico francese Jean Charles Athanase Peltier: facendo circolare corrente tra materiali differenti, una faccia del dispositivo si raffredda mentre l’altra si riscalda. La tecnologia è già impiegata in alcuni contenitori refrigerati alimentati a 12 volt e nei sistemi per il raffreddamento dell’elettronica.
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Nel progetto Ferrari, il calore prodotto sul lato caldo potrebbe essere raccolto da elementi conduttivi e trasferito verso l’esterno. Una corona di alette attorno al condotto aumenterebbe la superficie di dispersione, consentendo lo smaltimento attraverso la convezione naturale, senza ricorrere a ventole o pompe.
Possibili vantaggi e limiti
Il brevetto contempla anche configurazioni differenti. Le celle potrebbero essere incorporate direttamente nella parete del condotto, rinunciando alle divisioni interne, oppure il passaggio dell’aria potrebbe restringersi gradualmente mentre accompagna il flusso verso la girante.
Secondo l’impostazione tecnica del progetto, una maggiore quantità di aria disponibile all’ingresso potrebbe permettere di ridurre le dimensioni dell’intercooler. Da qui deriverebbero potenziali risparmi di peso e una semplificazione del circuito, privo di tubazioni e liquido refrigerante attorno all’uscita del compressore.
Restano però senza risposta alcuni aspetti. Il documento non indica quanta energia elettrica sarebbe necessaria né quanti gradi si potrebbero sottrarre all’aria aspirata. L’effettiva applicazione su una vettura Ferrari dipenderà quindi dai risultati ottenuti nello sviluppo del sistema.
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