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Motori 2 min di lettura1 ott

DBX GT, il lusso che corre a 311 km/h senza fare rumore

Aston Martin amplia la gamma con una versione da 727 CV che sostituisce l’aggressività visiva con comfort, silenzio e personalizzazione sartoriale.

Un doppio volto per lo scarico riassume la filosofia della nuova Aston Martin DBX GT: discreto e ovattato quando è attiva la modalità GT, molto più coinvolgente nei programmi Sport e Sport Plus. La vettura conserva però prestazioni da modello estremo, con 727 CV, 900 Nm e una velocità di punta dichiarata di 311 km/h.


Più comfort, stessa grinta

Il carattere della GT nasce da un lavoro profondo sul telaio. Un supporto del cambio sviluppato per la supercar Valhalla e due smorzatori longitudinali collocati tra scocca e sottotelaio posteriore aumentano la rigidità della struttura, mentre le nuove valvole degli ammortizzatori filtrano meglio gli urti brevi provocati dall’asfalto deteriorato.

La risposta dell’assetto non è fissa: varia con il programma selezionato, insieme al comportamento delle molle, alla logica del cambio automatico a 9 rapporti e alla rapidità dell’acceleratore. Anche lo sterzo è stato reso più diretto e permette di contenere il diametro di volta a 12 metri.


Prestazioni senza esibizionismo

Il motore resta il 4.0 V8 biturbo già noto nella famiglia DBX. I 727 CV consentono di raggiungere i 100 km/h da fermo in 3,1 secondi, mentre l’impianto frenante carboceramico utilizza dischi da 420 mm sull’asse anteriore e da 390 mm su quello posteriore.

La carrozzeria non viene trasformata in senso radicale. La calandra adotta una trama a doppia lamella, disponibile in tonalità chiare o scure, che si raccorda alle prese laterali e incorpora le luci diurne. Sulle fiancate compaiono inserti metallici con superfici lucide e satinate; minigonne, diffusore e parte inferiore dei paraurti sono invece verniciati come il resto della carrozzeria.

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Un abitacolo costruito su misura

Il silenzio è uno degli obiettivi centrali del progetto. Materiali fonoassorbenti aggiuntivi sono stati inseriti nelle porte, nel vano di carico e nei passaruota; i cristalli posteriori sono laminati e nuove guarnizioni irrigidiscono i punti più esposti a vibrazioni e fruscii.

Anche i sedili seguono questa ricerca del benessere. Davanti sono stati riprogettati con fianchetti di sostegno non troppo rigidi e uno strato di schiuma viscoelastica spesso 10 millimetri. Nella zona posteriore la panca lascia spazio a due poltrone separate, dotate di poggiatesta più grandi e supporti laterali pronunciati.


Dettagli esclusivi e arrivo nel 2026

La lavorazione dell’interno richiede tempi da prodotto artigianale: per un singolo sedile anteriore occorrono quattro ore e mezza, 691 metri di filo e 3.297 perforazioni. Il cliente può scegliere combinazioni cromatiche monocromatiche, bicolori o tricolori, mentre i comandi e il selettore delle modalità di guida sono realizzati in metallo anodizzato ricavato dal pieno.

La DBX GT monta di serie cerchi forgiati da 22 pollici con finitura in titanio satinato diamantato; tra gli optional sono disponibili ruote da 23 pollici. La scelta più significativa riguarda però gli pneumatici, di tipo quattro stagioni e progettati per limitare il rumore di rotolamento. Il debutto su strada è previsto nell’ultimo trimestre del 2026. Aston Martin non ha ancora comunicato il prezzo, che sarà comunque riservato a una clientela ristretta.

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