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Bottas frena su Imola: pesa anche il caso fiscale

Il pilota finlandese vede con scetticismo un possibile ritorno sul circuito italiano e richiama il contenzioso sulle imposte dei protagonisti stranieri

Il possibile ritorno della Formula 1 a Imola non convince Valtteri Bottas. Il pilota finlandese ha indicato nel contenzioso fiscale emerso in Italia uno dei motivi per cui, a suo giudizio, molti colleghi non sarebbero entusiasti di correre nuovamente sul circuito emiliano.


Bottas mette Imola in fondo alle preferenze

L’ipotesi di una gara a Imola potrebbe tornare d’attualità nel caso in cui Abu Dhabi non fosse in grado di ospitare l’appuntamento previsto. Bottas, tuttavia, ha spiegato di non considerare particolarmente attraente questa eventualità, citando anche le condizioni ambientali tipiche del periodo: nebbia, temperature rigide e un tramonto anticipato.

A margine delle sue considerazioni, il pilota ha richiamato il precedente legato alle imposte: «Non so se avete sentito parlare delle tasse italiane… Nessun pilota vuole realmente correre in Italia a causa di quello che è successo». La frase è arrivata mentre si discuteva della possibile sostituzione della sede di Abu Dhabi.


Il contenzioso ha sfiorato i 100 milioni

La vicenda fiscale era stata ricostruita nei mesi scorsi dopo gli accertamenti della Guardia di Finanza di Bologna. L’attività dell’Erario ha portato al recupero di poco meno di 100 milioni di euro, collegati alle imposte sui redditi maturati dai piloti stranieri durante i Gran Premi disputati in Italia.

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Gli interessati hanno già versato quanto richiesto dall’Agenzia delle Entrate, comprese le somme relative alle sanzioni. Al centro del caso c’era l’inquadramento dei piloti come lavoratori autonomi: le scuderie, secondo la ricostruzione, non avrebbero applicato la ritenuta alla fonte né trasferito al Fisco le imposte dovute.


La battuta su Abu Dhabi

Bottas ha accompagnato il suo intervento con un riferimento ironico alla sede mediorientale. A suo avviso, la Formula 1 non correrebbe il rischio di organizzare una gara in condizioni inadatte; poi ha osservato: «Ad Abu Dhabi non ci sono tasse, giusto?».

Il confronto tra le due sedi resta quindi legato a due aspetti distinti: da una parte il clima e la luce disponibili a Imola, dall’altra il ricordo del caso fiscale che ha coinvolto i piloti stranieri impegnati nei Gran Premi italiani.

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