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Motori 2 min di lettura2 ore fa

Bollo auto, limite a 133 kW per le famiglie numerose

La misura riguarda i nuclei con almeno quattro figli; l’Upb chiede garanzie su fondi e rapporti con le Regioni.

La soglia per l’esenzione dal bollo auto destinata alle famiglie numerose salirà da 80 a 133 kW. La misura riguarderà i nuclei con almeno 4 figli.

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Una riforma ancora da definire

L’Ufficio parlamentare di bilancio considera l’eventuale stabilizzazione dell’esenzione un’occasione per ripensare un tributo oggi poco legato al valore del mezzo, al suo utilizzo e alle emissioni prodotte. Secondo l’Upb, una revisione complessiva potrebbe quindi accompagnare il mantenimento dello sconto.

L’Autorità dei conti pubblici segnala anche un’altra possibile esigenza. Se l’aumento dei carburanti dovesse continuare, alle misure temporanee potrebbero affiancarsi interventi duraturi per ridurre la dipendenza dall’auto, dal potenziamento del trasporto pubblico locale a una diversa gestione degli orari di lavoro.


Chi beneficia dell’esenzione

L’ampliamento è inserito nella manovra e supera il precedente tetto di 80 kW, stabilito con il provvedimento approvato a settembre. L’agevolazione già prevista interessa il 73% delle famiglie che possiedono almeno un veicolo.

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Le analisi dell’Upb indicano un vantaggio maggiore per i nuclei con minore disponibilità economica. Il bollo, infatti, pesa sui bilanci delle famiglie meno abbienti fino a sei volte più che su quelli dei nuclei più agiati. Considerando anche i tagli alle accise sui carburanti introdotti nel 2026, la cancellazione del tributo potrebbe compensare circa metà dell’aumento complessivo dei costi del carburante registrato nell’anno.


Coperture e ruolo delle Regioni

Per il 2027 la copertura dell’esenzione dovrebbe arrivare da risorse Pnrr rimaste disponibili. Restano invece da definire i finanziamenti necessari per il 2028 e il 2029, aspetto che rende incerta la trasformazione della misura in un intervento permanente.

L’Upb richiama inoltre le conseguenze per le Regioni, titolari dell’incasso del bollo. Il gettito verrebbe rimpiazzato da trasferimenti statali e l’onere finirebbe sul bilancio nazionale, anche per compensare eventuali aumenti stabiliti dagli enti territoriali. Non sono ancora chiari i criteri con cui distribuire queste somme: secondo l’ufficio, una soluzione permanente potrebbe ridurre la responsabilità fiscale regionale e neutralizzare gli effetti della riforma approvata ad agosto prima ancora che venga applicata.

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