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Motori 3 min di lettura1 ott

Benzina a 1,99 euro: il vero affare lo fanno le compagnie

Lo sconto riduce i margini, ma aumenta i volumi, rafforza il dialogo con il governo e può rendere meno probabile una nuova tassa sugli extraprofitti

Il limite di 1,99 euro al litro sembra un vantaggio immediato per chi deve fare rifornimento, ma dietro la riduzione dei prezzi c’è una strategia industriale e politica ben precisa. Eni, IP e Q8 rinunciano a una parte del guadagno su ogni litro, puntando però su più clienti, maggiore visibilità e rapporti più distesi con l’esecutivo.

Per chi viaggia in moto il risparmio esiste, ma resta contenuto: circa 2,5 euro per riempire un serbatoio da 15 litri e poco più di un euro per uno scooter da 8 litri. Inoltre, l’iniziativa non è applicata in modo uniforme e ha una durata iniziale di 30 giorni.


Lo sconto porta più clienti

La soglia psicologica dei 2 euro ha un peso superiore alla differenza effettiva di pochi centesimi. Presentare la benzina a 1,99 euro consente alle compagnie di ottenere un’enorme esposizione e di intercettare gli automobilisti che cercano il distributore meno caro.

La domanda di carburante, infatti, cambia poco anche quando i prezzi aumentano: molte persone devono comunque continuare a spostarsi. Di fronte a costi simili, però, tendono a scegliere l’impianto più conveniente. Un margine inferiore su ogni litro può quindi essere compensato dall’incremento dei rifornimenti, come hanno mostrato le code e gli impianti rimasti temporaneamente senza prodotto nelle prime ore.

IP e Q8 hanno seguito rapidamente Eni anche per non perdere terreno. Le tre società controllano complessivamente circa metà degli oltre 21mila distributori italiani e dispongono di una capacità finanziaria che consente loro di sostenere la riduzione. Le cosiddette pompe bianche, con strutture più piccole, hanno invece minori possibilità di assorbire lo stesso sacrificio.


Il governo sposta il costo

Eni è partecipata per circa un terzo dallo Stato attraverso il ministero dell’Economia e delle Finanze e Cassa Depositi e Prestiti. In questo quadro, è difficile separare l’iniziativa dal rapporto con Palazzo Chigi, che ottiene un risultato visibile senza dover sostenere direttamente l’intera spesa.

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Il precedente del taglio delle accise mostra il problema. Oltre 2 miliardi di euro di risorse pubbliche non hanno prodotto un calo stabile alla pompa, perché il beneficio è stato in larga parte assorbito dall’aumento della componente industriale. Con il nuovo meccanismo, invece, il peso della riduzione ricade sui bilanci delle compagnie e potrebbe facilitare una progressiva eliminazione dello sconto fiscale senza un contraccolpo immediato sul consenso.


Una protezione contro il prelievo

C’è poi la partita degli extraprofitti. Da mesi il governo valuta un prelievo straordinario sulle società energetiche, simile a quello varato da Mario Draghi nel 2022. L’obiettivo iniziale era raccogliere quasi 11 miliardi, ma ricorsi e problemi nella normativa portarono nelle casse pubbliche circa 2,8 miliardi, dei quali uno proveniente da Eni.

Per il gruppo, il tetto ai prezzi vale circa 100 milioni al mese. La cifra va confrontata con i 2,3 miliardi di utile registrati nel solo secondo trimestre 2026: il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e quasi quanto l’intero risultato del 2025. Dimostrarsi collaborativi oggi può dunque diventare un argomento per evitare un esborso molto più pesante in futuro.


Per le moto il vantaggio è limitato

La riduzione rispetto ai valori medi precedenti è stimata in circa 16-17 centesimi al litro. Il calcolo è favorevole soprattutto ai veicoli con serbatoi grandi, mentre le due ruote, consumando meno, ottengono un beneficio assoluto più ridotto. Lo sconto resta comunque indiscriminato e premia maggiormente chi acquista grandi quantità di carburante.

Non tutti i distributori applicano già il limite e la media nazionale rimane sopra i 2 euro. Prima di partire è quindi utile verificare i prezzi sull’Osservaprezzi del Mimit. Va considerato anche il termine dell’iniziativa: se nel frattempo il taglio delle accise sarà ridotto, alla scadenza dei 30 giorni potrebbe verificarsi un aumento improvviso del prezzo alla pompa.

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