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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Auto intestate ai prestanome, il Codice fissa nuovi limiti

Oltre venti vetture intestate a una persona fanno scattare verifiche e richiesta di documenti aggiuntivi

Il nuovo Codice della strada introduce un limite contro l’uso di prestanome per intestare grandi quantità di automobili. La presunzione di intestazione simulata scatterà quando il numero dei veicoli risulterà sproporzionato rispetto alla situazione economica del proprietario.

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La soglia delle venti automobili

La misura riguarda le vetture M1 destinate al trasporto privato di persone, con un massimo di otto posti oltre quello del conducente. Quando una persona fisica ha già almeno 20 veicoli di questa categoria e chiede di immatricolarne un altro, l’amministrazione blocca la procedura per svolgere le verifiche previste.

Spetterà al richiedente dimostrare che l’intestazione di una flotta così ampia ha una motivazione concreta. Tra gli elementi utili figura un Isee superiore a 50.000 euro, ritenuto compatibile con la possibilità di sostenere i costi di numerose automobili.

La pratica può essere giustificata anche dall’impiego dei mezzi in un’attività d’impresa oppure nel trasporto dei volontari di un’associazione registrata presso il Runts, il Registro unico nazionale del Terzo settore.


I controlli negli archivi già disponibili

Per applicare la nuova regola non sono previste banche dati aggiuntive, agenzie speciali o nuove squadre di controllo. La relazione tecnica collegata al decreto indica che gli uffici potranno utilizzare le risorse e gli strumenti già operativi.

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Il primo accertamento consisterà nella consultazione dell’Archivio nazionale dei veicoli. Attraverso il codice fiscale sarà possibile verificare rapidamente quanti mezzi risultano già intestati alla persona che presenta la domanda.

Una volta superata la soglia, il cittadino dovrà consegnare la documentazione necessaria a chiarire la propria posizione. Gli uffici potranno esaminare le certificazioni Isee e, nei casi legati al volontariato, acquisire le informazioni disponibili presso il ministero del Lavoro.


Il caso delle 914 vetture

Il provvedimento nasce anche dal problema delle cosiddette auto fantasma, spesso intestate a persone senza reddito o in condizioni di forte disagio. In questo modo le organizzazioni criminali possono utilizzare i veicoli per spostarsi, trasportare merci o commettere reati senza collegarli direttamente ai loro effettivi utilizzatori.

Tra i casi scoperti dalla Polizia di Stato c’è quello di un uomo di 65 anni, senza casa e senza lavoro, a cui risultavano intestate 914 automobili. Il controllo stradale aveva portato alla luce una situazione incompatibile con le sue condizioni economiche e riconducibile al sistema dei prestanome.

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