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Motori 2 min di lettura2 ore fa

Auto elettriche, Italia in ritardo: il traguardo slitta al 2042

La quota delle vetture a batteria resta distante dalla media europea, mentre colonnine e infrastrutture frenano una domanda potenzialmente più ampia.

La diffusione della guida autonoma potrebbe diventare un elemento decisivo per trasformare il settore dell’auto, ma secondo Francesco Papi, Partner di Strategy& e Automotive leader di PwC Italia, servono regole comuni in Europa e nuovi investimenti. «Il forte interesse degli italiani per la guida autonoma rafforza la necessità di definire un quadro regolamentare condiviso a livello Europeo», ha affermato.

Papi considera le vetture elettriche una piattaforma tecnologica favorevole all’integrazione dei sistemi automatizzati, grazie ad architetture basate sul software. La combinazione tra automazione ed elettrico, ha aggiunto, può accompagnare la trasformazione dei trasporti e contribuire a limitarne l’impatto ambientale.


La ricarica resta il vero ostacolo

Sul fronte delle difficoltà storiche, il prezzo delle auto si sta avvicinando a quello delle alternative tradizionali e l’autonomia viene percepita come un problema meno pressante. La rete di ricarica, invece, continua a rappresentare il principale punto debole del mercato italiano.

Nel confronto con Germania, Francia, Regno Unito e Spagna, l’Italia occupa l’ultima posizione sia per la presenza di stazioni oltre 150 kW, pari all’8% contro il 12% della media dei cinque Paesi, sia per la disponibilità complessiva: ci sono 2 punti ogni 1.000 veicoli, mentre il dato medio è di 3,5.


Domanda potenziale ancora consistente

Nonostante le carenze infrastrutturali, la propensione all’acquisto non è marginale. Il 59% degli italiani intervistati prenderebbe in considerazione un’auto elettrica entro cinque anni e il 39% immagina di acquistarla già nei prossimi 24 mesi.

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Tra le ragioni indicate prevalgono il risparmio nell’uso quotidiano, citato dal 65% del campione, e la possibilità di effettuare la ricarica direttamente a casa, segnalata dal 46%. Rimane tuttavia una fascia scettica del 34%, una percentuale stabile rispetto al 2025.


Il divario europeo si allarga

I dati sulle immatricolazioni mostrano una distanza marcata rispetto al resto dell’Unione. Nel primo semestre 2026, le auto elettriche a batteria hanno raggiunto in Italia una quota dell’8%, contro il 21% registrato nella media UE-27.

Il volume delle vendite risulta inoltre del 45% più basso rispetto alle stime formulate nel 2021. Se l’attuale velocità di crescita non cambierà, l’obiettivo europeo delle emissioni zero fissato per il 2035 verrebbe centrato in Italia soltanto nel 2042. È questo il quadro delineato dalla settima edizione dello studio eReadiness 2026 di PwC Strategy&.

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