Aston Martin, il GPS indica il vero problema: Newey guarda al 2027
Il progettista britannico suggerisce che la power unit Honda pesi più del telaio sulle difficoltà della squadra, ma vede segnali incoraggianti nel lavoro futuro
I dati GPS potrebbero raccontare meglio di molte analisi perché Aston Martin non riesca ancora a competere con continuità per i punti. Adrian Newey, intervenuto ad Austin, ha lasciato intendere che il limite più pesante della AMR26 possa trovarsi nella power unit Honda, pur senza escludere le imperfezioni del telaio e dell’aerodinamica.
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Il GPS accende il dubbio sul motore
Alla domanda sulla causa principale delle prestazioni deludenti, Newey ha evitato di attribuire direttamente la responsabilità a una sola area della vettura. Il progettista ha però suggerito che un esame dei rilevamenti GPS permetta di comprendere con maggiore chiarezza dove Fernando Alonso e Lance Stroll perdano terreno rispetto agli avversari.
“Probabilmente non spetta a me dirlo, ma penso che se si analizzano i dati GPS, sia possibile farsi un’idea più chiara della situazione”, ha spiegato durante la conferenza dei responsabili dei team. Una risposta che porta l’attenzione soprattutto sul rendimento del motore Honda, pur lasciando aperto il capitolo relativo alla monoposto.
Honda delusa, ma il progetto continua
Dopo una prima parte di stagione molto complicata, Aston Martin ha almeno recuperato la possibilità di confrontarsi con le altre squadre della parte bassa dello schieramento. Il miglioramento arrivato dopo la pausa estiva, tuttavia, non ha cancellato il divario rispetto alle aspettative iniziali né le difficoltà emerse nel rapporto tecnico con Honda, fornitore esclusivo della squadra di Silverstone.
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Newey ha riconosciuto che il costruttore giapponese non sia soddisfatto dei passi avanti compiuti quest’anno. Secondo il britannico, però, la delusione avrebbe aumentato la volontà di reagire: Honda può contare su competenze consolidate, procedure efficaci e risorse importanti. “Stiamo lavorando a stretto contatto con la Honda e quindi siamo fiduciosi per il futuro”, ha aggiunto.
Il 2027 resta ancora da decifrare
Il prossimo grande punto di riferimento sarà il motore previsto per il 2027, ma Newey ha invitato alla prudenza. Al momento, infatti, non è possibile stabilire con precisione quale livello raggiungerà la nuova unità né quanto potrà modificare gli equilibri della squadra.
L’ingegnere ha comunque ricordato che, in base alla normativa ADUO, dovrebbe essere consentito un ulteriore sviluppo dopo il primo blocco di otto gare. Per Aston Martin e Honda sarà quindi fondamentale sfruttare il lavoro congiunto e trasformare le difficoltà del presente in una base più solida per il futuro.
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