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Motori 2 min di lettura37 min fa

Antonelli campione del mondo 2026 con nove vittorie

Il pilota Mercedes ha spiegato come il sostegno di Toto Wolff e una riunione abbiano cambiato il suo approccio

Andrea Kimi Antonelli ha conquistato il titolo mondiale 2026 con largo anticipo, dopo una stagione da nove vittorie. Un anno prima, però, il pilota italiano aveva attraversato il periodo più difficile della sua giovane carriera.

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La pressione dopo l’esordio

Il debutto a 18 anni al volante della Mercedes, scelto per sostituire il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton, aveva imposto ad Antonelli una responsabilità enorme. Dopo un avvio positivo, tra Imola e Zandvoort arrivò una serie di sette gare con un solo piazzamento a punti.

Il momento peggiore si verificò a Spa nel 2025: nella gara sprint concluse diciassettesimo, mentre nel Gran Premio chiuse sedicesimo. Ripensando a quel fine settimana, il campione del mondo ha ammesso: «A Spa mi sono messo seriamente in discussione. Mi chiedevo se fossi davvero all’altezza, è stato molto difficile».

Antonelli ha spiegato che la paura di commettere errori lo portava a concentrarsi quasi esclusivamente sul risultato. Questa impostazione lo rendeva teso durante la guida e gli impediva di vivere con serenità il lavoro in pista, perché trascurava il percorso necessario per arrivare alla prestazione.

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La riunione decisiva a Monza

Il cambio di atteggiamento è arrivato dopo un confronto con la squadra seguito al Gran Premio d’Italia. Antonelli ha raccontato di aver ricevuto un richiamo diretto, che considera il “calcio nel sedere” necessario per interrompere il blocco mentale e ripartire.

«Dopo Monza abbiamo avuto una riunione con la squadra in cui mi hanno dato una specie di calcio nel sedere. Mi è stato necessario, è stato il reset di cui avevo bisogno», ha ricordato il pilota dopo la conquista del titolo.

Da quel momento Antonelli ha scelto di lavorare soprattutto sulla continuità, sulla concentrazione durante ogni fase del fine settimana e sulla capacità di divertirsi al volante. Nel superare la crisi ha avuto un peso anche la fiducia di Toto Wolff: il dirigente Mercedes, secondo il pilota, non gli ha mai fatto percepire un cambiamento nelle proprie convinzioni e gli ha garantito il sostegno della squadra.

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