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Lifestyle 2 min di lettura16 ore fa

Wilma De Angelis, la favola di “Patatina”: perché è ancora ricordata

Dal successo televisivo di Pizzoli Patasnella ai soprannomi della cantante, la storia di una canzone ispirata alla nascita raccontata come una fiaba.

Anche molti anni dopo il Festival di Sanremo, la melodia di “Patatina” è tornata a farsi sentire in televisione. Negli anni Duemila, infatti, un adattamento del brano è stato scelto per uno spot di Pizzoli Patasnella, senza però la partecipazione vocale di Wilma De Angelis.


Una melodia diventata un soprannome

La notorietà conquistata dalla canzone fu tale da legare il suo ritornello all’immagine stessa dell’interprete. Wilma De Angelis venne così chiamata “Miss Patatina” e anche “la Patatina della canzone Italiana”, appellativi rimasti associati alla sua carriera.

Il motivo del successo non dipese soltanto dalla presenza al Festival. Il linguaggio semplice, i suoni giocosi e una melodia facile da ricordare resero il brano popolare anche dopo l’esperienza sanremese, nonostante la mancata qualificazione alla finale del 1961.


La nascita raccontata come una fiaba

A scrivere la canzone fu Gianni Meccia, che costruì il racconto attorno a una bambina appena venuta al mondo. L’immagine centrale riprende la vecchia credenza secondo cui i bambini nascono sotto i cavoli, risposta fantastica che un tempo gli adulti davano ai più piccoli per spiegare la nascita.

Nel testo, la piccola viene presentata con capelli biondi e occhi azzurri, attraverso espressioni affettuose e diminutivi. L’orto illuminato dal sole diventa lo scenario di questo arrivo: la natura sembra partecipare alla festa e trasformare l’evento in una scena da libro illustrato.

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Il ritornello e il significato

Il senso del brano ruota dunque intorno alla dolcezza dell’infanzia e alla felicità per l’arrivo di una nuova vita. Non è una canzone d’amore in senso romantico, ma una filastrocca musicale che usa la fantasia per descrivere la nascita di una bambina.

La parte più riconoscibile è il ritornello, costruito sulla formula “Patata, patatì, patatina come te”. Anche il verso “tu come nelle favole sei nata sotto un cavolo” chiarisce l’immaginario scelto da Meccia: quello di una storia tenera, ingenua e volutamente spensierata.


L’avventura al Festival

Wilma De Angelis presentò “Patatina” al Festival di Sanremo 1961 insieme a Gianni Meccia. Il brano non arrivò alla serata finale, ma il risultato della gara non ne impedì la diffusione negli anni successivi.

La canzone rimase infatti riconoscibile grazie alla sua struttura immediata e al ritornello cantilenante. La successiva presenza, seppure in una versione non interpretata dalla cantante, nella pubblicità di Pizzoli Patasnella contribuì a riportarne la melodia all’attenzione del pubblico televisivo.

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