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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Vecchi smartphone, nei cassetti miliardi di materiali preziosi

L’Italia raccoglie appena il 17% dei piccoli RAEE e dipende dalla Cina per diverse materie prime critiche.

I vecchi smartphone contengono metalli e altri materiali che possono essere recuperati, ma in Italia molti restano inutilizzati nei cassetti o finiscono nell’indifferenziata.

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Più raccolta e impianti dedicati

Per migliorare il recupero servono innanzitutto più apparecchi consegnati ai centri autorizzati. Secondo Giorgio Arienti, direttore generale di Erion WEEE, occorre poi programmare impianti specializzati su scala europea e sostenerne i costi, altrimenti le materie riciclate rischierebbero di risultare troppo care per l’industria.

Questi temi saranno affrontati anche negli appuntamenti di Erion WEEE a Ecomondo, in programma a Rimini dal 3 al 6 novembre 2026. L’obiettivo indicato da Arienti è creare una rete adeguata senza costruire strutture destinate a lavorare con quantità insufficienti di rifiuti.


La dipendenza dalla Cina

L’Unione europea ha fissato l’obiettivo di ridurre la propria dipendenza dalle importazioni di materie prime critiche. La Cina, però, mantiene una posizione dominante nell’estrazione e nella raffinazione di diversi materiali necessari alle tecnologie più recenti.

Il recupero dei dispositivi elettronici potrebbe contribuire a ridurre questa esposizione. Neodimio e disprosio servono, tra l’altro, per i magneti degli altoparlanti e delle turbine eoliche; il cobalto è utilizzato nelle batterie di telefoni e auto elettriche, mentre rame e argento trovano impiego nei pannelli fotovoltaici.


Il valore chiuso nei cassetti

Ferro, rame, alluminio e plastica sono i materiali più semplici da separare, perché presenti in quantità rilevanti nella maggior parte delle apparecchiature. Oro, argento, cobalto, neodimio e altri elementi sono invece contenuti in dosi minori e richiedono tecnologie più avanzate.

La GSMA stima che nel mondo siano inutilizzati 10 miliardi di telefoni. Insieme conterrebbero 100mila tonnellate di rame, 218 tonnellate d’oro e 31 tonnellate di palladio, per un valore complessivo vicino ai 20 miliardi di dollari secondo le quotazioni del 2025.


I numeri del riciclo in Italia

Nel 2025 Erion WEEE ha gestito 244mila tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici domestici, con una crescita del 3% rispetto all’anno precedente. I piccoli apparecchi, tra cui telefoni, tablet e giocattoli, hanno registrato un aumento del 19%, mentre la raccolta di televisori e monitor è diminuita del 7,5%.

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Il consorzio riunisce circa 1.600 aziende responsabili della gestione dei prodotti una volta arrivati alla fine del loro utilizzo. Nel totale rientrano anche frigoriferi, climatizzatori, lavatrici, forni, lavastoviglie e lampadine.

Su 100 chilogrammi di RAEE trattati da Erion WEEE nel 2025, 88 sono stati avviati al riciclo. Il processo ha permesso di recuperare 130mila tonnellate di ferro, oltre 5.600 tonnellate di alluminio, 6mila tonnellate di rame e quasi 31mila tonnellate di plastica: quantità sufficienti, rispettivamente, per 18 Torri Eiffel e 350 milioni di lattine nel caso del ferro e dell’alluminio.


Dove consegnare i dispositivi

La normativa europea chiede agli Stati membri di raccogliere il 65% dei RAEE domestici e professionali, calcolato sulla media del peso delle apparecchiature immesse sul mercato nei tre anni precedenti. Per i piccoli rifiuti elettronici l’Italia si ferma però al 17%.

La stima di Erion WEEE indica in circa 12 chilogrammi per abitante la quantità necessaria per avvicinarsi agli obiettivi europei. Oggi il dato nazionale è di 6,22 chilogrammi, dei quali appena 1,43 riguardano apparecchiature di piccole dimensioni.


I progetti nei luoghi frequentati

I cittadini possono utilizzare le piattaforme ecologiche comunali, i centri di raccolta e i negozi di elettronica, che devono accettare gratuitamente i piccoli apparecchi anche senza un nuovo acquisto. Secondo Arienti, però, distanza e orari ridotti rendono poco pratici soprattutto i centri comunali: «L’ideale sarebbe a domicilio, come per la carta e la plastica: allora sì che la raccolta decollerebbe».

Per trovare modalità più comode, Erion WEEE e ASIA Napoli hanno installato trenta eco-isole informatizzate e coinvolto 43 scuole. In Lombardia, invece, una collaborazione con Coop Lombardia e INRES Coop ha collocato venti contenitori per i piccoli RAEE in dieci supermercati.

I risultati delle sperimentazioni indicano una maggiore partecipazione quando i contenitori si trovano in ambienti frequentati ogni giorno, come scuole, uffici pubblici e uffici postali. Anche un vecchio telefono lasciato in casa può così tornare nel circuito produttivo invece di diventare un rifiuto non recuperato.

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