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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Valentino, la moda oltre l’uso: il messaggio di Alessandro Michele

Nella Bibliothèque Sainte-Geneviève la nuova collezione Valentino trasforma libri, colori e abbinamenti inattesi in un elogio della possibilità.

«Anche gli abiti che non indosseremo mai continuano a parlarci delle vite che avremmo potuto vivere. Non come rimpianto, ma come promessa». È il pensiero con cui Alessandro Michele accompagna la nuova collezione Valentino, costruita attorno all’idea che un vestito possa avere un significato anche quando non viene realmente portato.

Per lo stilista, la felicità nasce anche dalla capacità di immaginare esistenze diverse e di affacciarsi su mondi ancora inesistenti. Gli abiti, dunque, non valgono soltanto per la loro funzione pratica: possono ampliare ciò che consideriamo possibile, attraverso forme, immagini e desideri.


Colori senza regole in passerella

La donna immaginata da Valentino procede per accostamenti imprevedibili. Una camicia dall’aria sportiva incontra una gonna dorata bordata di eco-pelliccia e stivali alti in camoscio fucsia; altrove, decorazioni elaborate, piume e frange si accompagnano a bustier di raso, come se ogni momento della giornata fosse adatto a una festa.

I pantaloni plissettati finiscono dentro calzature preziose, mentre i ciclisti in pizzo vengono accostati a giacche dalle spalle ampie, ispirate agli anni Ottanta, e chiuse da bottoni dorati. Fiocchi vistosi e cinture alte ridisegnano gli abiti fluidi; persino il cappellino da baseball, accessorio ricorrente nello stile di Alessandro Michele, entra in combinazioni con gli abiti da sera.


L’armadio come spazio mentale

L’apparente casualità degli abbinamenti nasce da una riflessione precisa. Michele guarda alla moda come a una riserva di sagome, sensibilità e modi di vivere il corpo che non devono necessariamente trovare un impiego immediato per conservare il loro valore.

Alcuni capi potrebbero apparire una sola volta durante la sfilata, altri restare soprattutto nelle fotografie, altri ancora essere conservati negli armadi senza venire utilizzati. La loro presenza, però, continua a produrre immagini e significati: per questo la collezione si presenta come una sorta di “antibiblioteca visiva”.

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Libri, possibilità e memoria

Il riferimento nasce dal concetto esposto da Nassim Nicholas Taleb in *The Black Swan*. L’“antibiblioteca” indica un patrimonio di conoscenze ancora inesplorate, legato ai libri non letti che, nella biblioteca di Umberto Eco, potevano risultare più preziosi di quelli già consultati.

Michele ha chiesto agli invitati di portare con sé un volume proprio, trasformando il pubblico della sfilata in parte integrante della riflessione. Il libro diventa così il parallelo dell’abito: entrambi possono restare inutilizzati e continuare tuttavia a suggerire strade, ricordi e vite alternative.


Valentino sceglie la biblioteca

La presentazione della collezione prêt-à-porter Primavera/Estate 2027 si è svolta a Parigi, durante la settimana della moda, nella Bibliothèque Sainte-Geneviève. Tra gli scaffali della storica sede parigina, i look hanno trovato un ambiente coerente con il tema della collezione, sospeso tra cultura, immaginazione e libertà compositiva.

La sfilata di Alessandro Michele non propone quindi soltanto una serie di capi da indossare. Mette in scena un repertorio di possibilità: alcune destinate alla vita quotidiana, altre affidate allo sguardo, alla memoria o alle immagini, ma tutte capaci di rendere più ampio il campo dell’immaginazione.

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