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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Un lavoro mentre aspetta l’appello: la nuova strategia di Høiby

Il figlio di Mette-Marit, sottoposto a misure restrittive nella tenuta reale, ha cambiato difensori e punta a trovare un’occupazione prima del processo del 2027.

La ricerca di un impiego è diventata una delle priorità di Marius Borg Høiby mentre attende il giudizio d’appello. Il ventinovenne, figlio maggiore della regina Mette-Marit di Norvegia, vorrebbe trasformare il periodo trascorso agli arresti domiciliari in un’occasione per costruire un percorso lavorativo concreto.


Høiby cerca un’occupazione

A confermare l’intenzione è stato il nuovo legale Alexander Greaker, secondo cui Høiby è «molto motivato» a ottenere una proposta di lavoro. Non sono stati però resi noti né il settore di interesse né eventuali contatti già avviati.

Nel suo passato professionale figurano esperienze diverse: è stato caporedattore di una rivista norvegese, ha collaborato con un’agenzia specializzata in incontri e ha lavorato nel settore immobiliare. La sua passione per le motociclette lo aveva portato anche dietro il banco di un’officina, con mansioni da meccanico.


Nuovi avvocati e controlli rigidi

La svolta lavorativa arriva insieme a un cambio nella strategia difensiva. In vista del ricorso, Høiby ha infatti sostituito il precedente collegio con Alexander Greaker e Daniel Storrvik. La procura ha ottenuto altre quattro settimane di custodia cautelare, ritenendo ancora concreto il pericolo che possa commettere nuovi atti contro l’ex compagna.

L’ipotesi di scarcerazione era stata esaminata e poi respinta. Høiby aveva giudicato «irragionevoli» le condizioni imposte dalla polizia, ma secondo Greaker avrebbe preferito conservare l’attuale regime invece di affrontare prescrizioni ancora più severe.

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La permanenza nella tenuta reale

Il figlio acquisito del re Haakon resta nella propria abitazione all’interno della tenuta di Skaugum, dove vive la coppia reale. Deve portare un dispositivo elettronico alla caviglia, sottoporsi a controlli antidroga e accettare verifiche senza preavviso. A queste misure si aggiunge un percorso specifico contro la violenza domestica.

La possibilità di scontare questa fase fuori dal carcere era stata accordata a metà luglio per le condizioni della madre. Mette-Marit, 53 anni, convive dal 2018 con una fibrosi polmonare e a giugno aveva ricevuto un trapianto di polmoni.


Il ricorso è fissato al 2027

La condanna pronunciata il 15 giugno ammonta a quattro anni di reclusione e comprendeva due accuse di stupro, violenza domestica e altri reati, tra cui possesso e trasporto di marijuana, aggressione, violazione di un divieto di avvicinamento e guida a velocità eccessiva: in totale, 34 capi d’accusa riconosciuti in primo grado. In seguito Høiby è stato assolto da due contestazioni di stupro e ha impugnato la decisione per le accuse relative agli stupri e agli abusi nella relazione.

L’udienza d’appello è stata calendarizzata per il 9 febbraio 2027. Prima di allora, Høiby aveva già ottenuto in più occasioni il permesso di lasciare la custodia cautelare per partecipare agli appuntamenti successivi alla morte di re Harald V, avvenuta il 28 agosto. In quelle circostanze aveva contribuito a trasportare la bara fino alla cappella reale e aveva preso parte ai funerali di Stato, apparizioni pubbliche che avevano suscitato numerose critiche.

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