Tuniche arancioni e fuga: la denuncia contro il guru di Almese
Entrata nella comunità a 9 anni, una donna racconta dieci anni di isolamento, regole coercitive e abusi sessuali contestati a Bruno Antonio Malatesta.
L’università è stata la prima occasione per guardare oltre la comunità in cui era cresciuta. A 19 anni, dopo un’infanzia trascorsa nelle strutture di Almese, in Val di Susa, una donna oggi 27enne ha iniziato a mettere in discussione il sistema guidato da Bruno Antonio Malatesta, arrestato il primo ottobre dai carabinieri con accuse che comprendono la riduzione in schiavitù e la violenza sessuale aggravata.
La madre, già inserita nel gruppo, l’aveva avvicinata allo yoga per bambini quando aveva nove anni. Quella che all’inizio sembrava un’attività settimanale si sarebbe trasformata, dopo i suoi 11 anni, in una permanenza quasi totale nella comunità, tra lavori domestici, attività agricole, regole rigide e progressivo distacco dal mondo esterno.
L’università apre una via d’uscita
La giovane racconta di essere stata indirizzata verso gli studi universitari con l’obiettivo, secondo quanto riferito, di farla lavorare gratuitamente per Malatesta. Proprio l’ingresso in aula, però, le avrebbe permesso di incontrare coetanee con abitudini e relazioni lontane da quelle imposte nella comunità.
Indossava ancora la bandana arancione, ma le ragazze sedute accanto a lei non la giudicarono: la invitarono semplicemente a stare con loro. «Da lì ho scoperto un mondo. Di uscite, di amiche. Non avevo mai vissuto prima di allora», ricorda. Il confronto con quella realtà contribuì alla scelta di allontanarsi.
Una quotidianità fatta di ordini
Prima di quel passaggio, la sua vita era regolata dalle direttive del guru. Le adepte, secondo la testimonianza, dovevano occuparsi della terra, delle pulizie e della cucina; avevano i capelli rasati e portavano tuniche arancioni, in un contesto descritto come monacale. Malatesta avrebbe inoltre umiliato e separato le donne, rivolgendosi a loro anche con l’espressione «streghe puttane».
La separazione riguardava pure i rapporti personali. Alle componenti del gruppo sarebbe stato vietato abbracciarsi o toccarsi, con la motivazione che il contatto avrebbe trasmesso negatività. «Solo lui poteva», riferisce la donna, spiegando che questa regola avrebbe contribuito anche a spezzare il legame con la madre, che non poteva più incontrare liberamente.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Gli abusi contestati durante i corsi
È durante le attività organizzate dalla comunità che, secondo il suo racconto, si sarebbero verificati gli episodi di violenza sessuale oggi contestati a Malatesta. Da bambina avvertiva disagio e percepiva che quelle situazioni fossero sbagliate, ma non riusciva a interpretarle pienamente né a parlarne con le altre persone presenti.
Il silenzio dell’ambiente e l’autorità riconosciuta al maestro avrebbero reso ancora più difficile reagire. La testimone spiega che il malessere restava senza nome: sentiva che qualcosa non andava, ma pensava che il ruolo di guida attribuito a Malatesta gli consentisse di oltrepassare ogni limite.
L’inchiesta dopo i primi esposti
La vicenda giudiziaria aveva iniziato a muoversi nel marzo 2018, quando l’ex marito di una delle donne coinvolte aveva presentato un esposto. Il procedimento era stato archiviato nella primavera del 2023, ma nello stesso anno l’uomo aveva depositato una nuova segnalazione e si era opposto formalmente alla chiusura del caso.
Il 13 luglio 2023 anche l’ex moglie aveva presentato querela. La donna è stata ascoltata più volte dagli investigatori; secondo quanto riferito, durante gli interrogatori ha dovuto interrompere il racconto in diverse occasioni per il forte turbamento emotivo. Gli accertamenti hanno portato all’arresto di Malatesta il primo ottobre.
Continua a leggere
Stefano De Martino, la casa cambia volto: spicca un dettaglio
L’abitazione milanese del conduttore conserva alcuni elementi già presenti, ma ora mostra nuovi arredi e ambienti dall’impronta più contemporanea.
Rossetto spezzato? Il trucco per salvarlo e farne un balsamo labbra
Con pochi strumenti e un po’ di calore, il cosmetico danneggiato può diventare un trattamento nutriente da portare nuovamente sulle labbra.
Agenda d’autunno: mostre, festival e musei gratis il 4 ottobre
Da Milano a Carrara, passando per Bergamo, Bologna e Lugano, una selezione di appuntamenti tra arte, fotografia, creatività e iniziative gratuite.
Moon», la promessa di Héloïse: il ricordo di Mathilde vive in Dior
Dopo la sfilata parigina dedicata a Mathilde Favier, la figlia Héloïse Agostinelli ha affidato ai social un messaggio di gratitudine e amore