Tributi locali, 1.481 enti riaprono la partita dei debiti: le scadenze
Imu, Tari, multe e bollo auto potranno essere definiti senza ulteriori sanzioni, ma solo se il carico è stato affidato alla riscossione pubblica.
Non tutti potranno utilizzare la nuova definizione agevolata per chiudere le pendenze con gli enti locali. L’accesso dipenderà dall’ente coinvolto e dal modo in cui il debito è stato affidato alla riscossione: l’elenco ufficiale comprende 1.481 Comuni, oltre ad altri soggetti pubblici.
Prima verifica: chi può aderire
Tra le somme potenzialmente interessate figurano i tributi locali, come Imu e Tari, ma anche alcune sanzioni e altri carichi, tra cui multe e bollo auto. La procedura, però, non riguarda automaticamente ogni importo ancora dovuto a un Comune o a un altro ente territoriale.
La condizione decisiva è che il carico sia stato trasmesso all’Agenzia delle entrate-Riscossione. Restano fuori, invece, le posizioni gestite direttamente dall’ente oppure affidate, per la riscossione coattiva, a un operatore privato. Per sapere se una specifica pendenza potrà essere inserita, bisognerà quindi attendere i dati messi a disposizione nell’area riservata dell’Agenzia.
Ottobre apre la finestra per le domande
Le richieste potranno essere inoltrate dal 16 ottobre 2026 al 15 dicembre. Le istruzioni per la procedura online saranno pubblicate entro il 15 ottobre, insieme alle informazioni utili per riconoscere i carichi ammissibili.
Quella verifica consentirà di ricostruire la propria situazione e distinguere gli importi effettivamente definibili da quelli esclusi. La possibilità è riservata agli enti presenti nell’elenco diffuso dall’Agenzia delle entrate: vi rientrano Comuni, Regioni, Province, città metropolitane e Unioni di comuni che hanno scelto di applicare la misura.
Il conto arriva nel 2027
Una volta presentata la domanda, l’Agenzia delle entrate dovrà comunicare entro il 28 febbraio 2027 l’importo necessario per perfezionare la definizione agevolata. Il contribuente potrà saldare tutto in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure optare per un piano più lungo.
La rateizzazione consente fino a 54 versamenti bimestrali di pari ammontare. In questo modo il pagamento può estendersi per un periodo massimo di nove anni, mentre chi sceglierà il saldo integrale dovrà rispettare esclusivamente la scadenza del 31 marzo.
Un ritardo può far saltare tutto
Il calendario dovrà essere seguito con particolare attenzione. Il mancato versamento, un pagamento parziale o un ritardo oltre cinque giorni lavorativi rispetto a una qualsiasi rata, compresa quella iniziale, comporta la perdita automatica dei benefici della procedura.
In caso di decadenza, il debito torna a essere dovuto secondo l’importo originario e le somme già versate non impediscono la riattivazione del recupero. L’Agenzia delle entrate potrà quindi avviare o riprendere le procedure esecutive, comprese ipoteche, fermi amministrativi e pignoramenti.