Torino diventa capitale del gusto: 200 appuntamenti da non perdere
Dal 21 al 25 ottobre Buonissima porta nel capoluogo piemontese grandi chef, piatti d’autore, arte e il calore delle storiche piole.
Per cinque giorni Torino si trasforma in un grande palcoscenico gastronomico, capace di mettere sullo stesso percorso la cucina d’autore e le osterie della tradizione. Dal 21 al 25 ottobre torna Buonissima, festival giunto alla sesta edizione, con oltre 200 appuntamenti e più di 150 chef provenienti da tutto il mondo.
Il programma attraversa musei, palazzi storici, ristoranti e luoghi simbolo della città. L’iniziativa è nata dall’idea dei giornalisti Stefano Cavallito e Luca Iaccarino insieme allo chef Matteo Baronetto, mentre l’organizzazione è affidata a To Be Company, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia.
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Romito e Chan, il confronto più atteso
Tra gli eventi centrali figurano il pranzo e la cena a quattro mani con Niko Romito e Jeremy Chan. I due cuochi porteranno a Torino approcci molto diversi, accomunati dalla ricerca di una cucina essenziale ma capace di lasciare il segno.
Romito lavora sulla precisione, sull’equilibrio e sulla valorizzazione netta degli ingredienti. Chan, invece, è conosciuto per una cucina cosmopolita, costruita attraverso spezie, contrasti e abbinamenti inattesi. Il loro incontro promette dunque un dialogo tra rigore e creatività, inserito nella cornice del festival.
Dalle grandi tavole alle piole
Buonissima non si concentra soltanto sull’alta ristorazione. Il programma coinvolge anche le piole, storiche osterie torinesi dove la cucina resta legata alla convivialità, ai piatti semplici, al vino condiviso e all’atmosfera dei locali di quartiere.
Sul versante più raffinato trovano spazio il Caffè San Carlo, animato dai fratelli Costardi, il lavoro sul cioccolato di Guido Gobino e la proposta di Condividere, il ristorante legato a Lavazza. Gli appuntamenti gratuiti di Casa Buonissima si affiancano ai tavoli esclusivi con gli chef, creando un itinerario che unisce popolarità e ricerca.
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Una città tra arte e cucina
Le Residenze Reali, gli spazi museali, i palazzi barocchi e le gallerie diventano parte integrante della manifestazione. In questo contesto il cibo dialoga con pittura, scultura e memoria dei luoghi, mentre Torino offre la propria architettura come sfondo alle esperienze gastronomiche.
Nel calendario compaiono, tra gli altri, Jessica Rosval, Yannick Alléno, Giuseppe Iannotti, Alessandro Procopio, Davide Oldani, Eugeni De Diego, Francesco Sodano, Andrea Aprea, Moreno Cedroni, Antonia Klugmann, Paolo Griffa, Cesare Battisti, Richard Abou Zaki e numerosi altri protagonisti della cucina internazionale.
Il Premio Bob Noto guarda alla creatività
Tra i momenti più significativi è prevista anche la consegna del Premio Bob Noto, dedicato al fotografo e appassionato gourmet torinese scomparso. Il riconoscimento richiama il suo modo ironico e anticonvenzionale di osservare il cibo e valorizza ogni anno personalità capaci di distinguersi per inventiva e intelligenza.
Il tema scelto per questa edizione è “La Passione”. La premiazione aggiunge una dimensione culturale al festival e mantiene vivo il ricordo di una figura che ha influenzato il modo di raccontare la gastronomia.
Buonissima presenta così una Torino aperta al mondo, ma ancora saldamente legata alle proprie consuetudini. Tra grandi firme, locali storici e appuntamenti accessibili, la manifestazione propone la cucina come esperienza di cultura, bellezza e incontro.
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