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Lifestyle 2 min di lettura5 ore fa

Termosifoni, l’autunno mite cambia il calendario: le date zona per zona

Le sei fasce climatiche fissano periodi e orari, ma i Comuni possono rinviare l’accensione per il caldo e il contenimento dei consumi.

Il clima ancora mite sta spingendo diverse amministrazioni locali a rimandare l’avvio del riscaldamento rispetto alle date previste dal calendario nazionale. La normativa, infatti, divide l’Italia in sei fasce climatiche e stabilisce per ciascuna un periodo di funzionamento e un tetto massimo giornaliero.

Il rinvio può essere disposto con un’ordinanza comunale, spesso per una settimana o anche più. Fino alla nuova data indicata dal sindaco, gli impianti centralizzati dei condomini devono restare spenti: le ragioni più frequenti sono le temperature ancora elevate, il risparmio energetico e la riduzione dell’impatto ambientale.


Il calendario parte dalle zone fredde

Aosta, Torino, Milano, Bologna, Venezia, Trieste, Perugia e L’Aquila rientrano nella Zona E. Qui l’accensione ordinaria è consentita dal 15 ottobre, con un massimo di 14 ore quotidiane. La Zona F, che comprende l’arco alpino e le località montane più rigide, non impone invece una finestra temporale né un limite giornaliero.

Scendendo verso il Centro, la Zona D include Roma, Firenze, Genova e Ancona. In queste città gli impianti possono funzionare dal 1° novembre al 15 aprile, per non oltre 12 ore al giorno. Nella Zona C, che comprende tra le altre Napoli, Bari, Cagliari e Catania, il periodo va dal 15 novembre al 31 marzo e il limite giornaliero è fissato a 10 ore.


Al Sud i termosifoni arrivano più tardi

La Zona B riguarda varie località costiere meridionali, tra cui Palermo, Agrigento e Reggio Calabria. La stagione termica comincia il 1° dicembre e termina il 31 marzo, con un utilizzo consentito fino a 8 ore al giorno.

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Ancora più contenute sono le possibilità previste per la Zona A, alla quale appartiene per esempio Lampedusa. In questo caso il riscaldamento può essere attivato dal 1° dicembre al 15 marzo e rimanere acceso per un massimo di 6 ore quotidiane.

Le date nazionali rappresentano comunque il riferimento generale, non un obbligo inderogabile per ogni Comune. In presenza di condizioni meteo favorevoli, le autorità locali possono quindi posticipare l’avvio degli impianti anche quando la finestra ordinaria è già iniziata.


Restano limiti su orari e temperatura

Quando l’accensione è autorizzata, il funzionamento non può protrarsi senza interruzioni durante l’intera giornata. Per abitazioni e uffici, i termosifoni devono essere utilizzati nella fascia compresa tra le 5 e le 23, mentre la temperatura ordinaria non dovrebbe superare i 19 gradi, con una tolleranza massima di 2 gradi.

Negli edifici destinati alle attività industriali e artigianali il valore di riferimento scende a 18 gradi, anche in questo caso con una tolleranza di 2 gradi. I rinvii comunali non riguardano invece alcune strutture considerate sensibili, come ospedali, case di cura e scuole dell’infanzia, che possono adeguare il riscaldamento alle effettive necessità delle persone assistite.

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