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Lifestyle 1 min di lettura22 set

Superenalotto, 223 milioni e una causa familiare: la moglie vuole la sua quota

La vincita da 223,2 milioni ottenuta con una schedina da 5 euro a Oggiono apre un fronte legale: la donna, ancora in comunione di beni, rivendica metà del premio o un assegno mensile.

La moglie separata del bancario che ha centrato il Superenalotto ha già messo in chiaro la propria posizione: intende ottenere una parte consistente della vincita. I suoi legali hanno infatti chiesto 80 milioni di euro in un’unica soluzione oppure, in alternativa, un assegno mensile da 8 mila euro.


Il punto sulla separazione

A complicare la vicenda c’è il fatto che, pur vivendo da tempo lontani e in città diverse, i due non avrebbero ancora chiuso formalmente il matrimonio davanti alla legge. Per gli avvocati della donna, Alessandro Romanò e Chiara Messori, questo significa che il regime di comunione legale sarebbe ancora in vigore e che quindi metà del premio spetterebbe anche a lei.


Una vincita nata da 5 euro

Il premio in questione arriva dal concorso dell'11 settembre: una giocata da 5 euro effettuata a Oggiono, in provincia di Lecco, ha portato al bancario una somma pari a 223,2 milioni di euro. La notizia, rimasta inizialmente nell’ambito di pochi conoscenti, è poi arrivata anche alla moglie, che vive con i genitori a Frosinone.

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La battaglia è appena iniziata

Il vincitore, per ora, non si è presentato per riscuotere quanto gli compete. I legali della donna ritengono che opporrà la separazione come argomento difensivo, ma richiamano la giurisprudenza della Cassazione: secondo quella lettura, i premi dei giochi nazionali rientrano nella comunione tra coniugi anche se la schedina è stata pagata da uno solo. In ogni caso, la separazione varrebbe dal momento in cui l’iter giudiziario si conclude.

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