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Lifestyle 3 min di lettura56 min fa

Shamonda, il primo caso umano apre tre domande

Il virus che colpisce gli animali da allevamento è stato identificato in un uomo morto a Lione, ma il suo ruolo nel decesso resta da chiarire.

In Italia gli esperti invitano a rafforzare i controlli epidemiologici, virologici ed entomologici, senza però parlare di emergenza. Enrico Di Rosa, presidente della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica, ha chiesto di mantenere alta l’attenzione; Matteo Bassetti ha scritto su X che «non c’è allarme», pur sottolineando l’opportunità di ricercare Shamonda in presenza di sintomi compatibili.

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Molte domande restano aperte

Il caso francese lascia ancora da chiarire il modo in cui l’uomo sia entrato in contatto con il virus, il peso dell’infezione sul suo quadro clinico e l’eventuale presenza di altri episodi non riconosciuti. Le autorità francesi, l’Oms e l’Ecdc stanno conducendo verifiche cliniche, di laboratorio ed epidemiologiche.

L’Ecdc sta inoltre collaborando con gli Stati membri per individuare eventuali ulteriori infezioni. Saranno gli esiti di queste attività a stabilire se si tratti di un episodio isolato oppure se Shamonda debba essere cercato anche in altri Paesi.


Un paziente fragile e un esito fatale

Le autorità francesi hanno comunicato giovedì 22 ottobre che un uomo morto a Lione all’inizio del mese era risultato positivo a Shamonda. Si tratta del primo contagio umano documentato finora, ma il paziente era gravemente immunodepresso e stava già ricevendo cure per una malattia seria.

Prima del decesso erano insorte complicazioni neurologiche, ritenute con ogni probabilità collegate all’infezione. Non è stato tuttavia stabilito se il virus abbia provocato direttamente la morte o se abbia contribuito a determinarla.


Un virus noto soprattutto nelle stalle

Shamonda appartiene agli orthobunyavirus, un gruppo di virus che interessa gli animali da allevamento. È strettamente imparentato con Schmallenberg, anch’esso trasmesso da piccoli insetti pungitori, e colpisce soprattutto i bovini, sebbene sia stato identificato anche in cavalli, alpaca, pecore e capre.

La prima conferma della sua presenza in Europa risale alla fine di luglio di quest’anno, dopo i segnali iniziali rilevati negli allevamenti a giugno. Secondo l’Ecdc, il virus è stato individuato negli animali di almeno dodici Paesi, tra cui l’Italia.

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Il contagio umano resta un’ipotesi

Negli animali la trasmissione avviene attraverso i Culicoides, moscerini di dimensioni molto ridotte. L’ipotesi considerata più plausibile dalle autorità francesi è che l’uomo sia stato punto nell’est della Francia, area in cui Shamonda aveva circolato tra gli animali durante la primavera e l’estate.

Mancano però conferme definitive e non è stata ancora identificata la specie responsabile. Grégory Emery, direttore generale della salute francese, ha riferito che non risultano altri passaggi dagli animali alle persone né trasmissioni tra esseri umani. Con l’abbassamento delle temperature, inoltre, l’attività dei moscerini tende a diminuire.


Sintomi umani ancora sconosciuti

Nei bovini l’infezione può provocare febbre, diarrea acquosa e una riduzione della produzione di latte. Sono stati segnalati anche aborti e malformazioni nei piccoli quando il contagio avviene durante la gestazione; nei cavalli, invece, il rilevamento del virus nel cervello è stato associato a disturbi neurologici.

Per le persone non è ancora possibile delineare una sintomatologia precisa. Le informazioni disponibili si limitano alle complicazioni cerebrali osservate nel paziente francese e non spiegano come l’infezione possa manifestarsi in individui con un sistema immunitario normale.


Le autorità escludono un allarme

Per la popolazione generale non è stato individuato, al momento, un pericolo concreto. Le autorità francesi considerano l’episodio eccezionale proprio perché riguarda una persona gravemente immunodepressa; Emery ha escluso la presenza di un’allerta sanitaria o di una crisi.

Tom Solomon, direttore del Pandemic Institute dell’Università di Liverpool, ha definito estremamente insolito il passaggio del virus all’uomo. Ben Brennan, virologo dell’Università di Glasgow, ha ricordato che Schmallenberg, trasmesso anch’esso dai moscerini, non ha finora prodotto casi umani. Per Shamonda, infine, non sono disponibili vaccini commerciali.

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