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Lifestyle 2 min di lettura1 ott

Sgarbi in terapia intensiva: il nuovo ricovero riapre il caso salute

Il critico d’arte è al Policlinico Gemelli da ieri, ma sulle sue condizioni e sulle ragioni del ricovero non sono ancora arrivate comunicazioni ufficiali.

Restano ancora senza risposta le domande sulle condizioni di Vittorio Sgarbi, ricoverato da ieri al Policlinico Gemelli di Roma. Il critico d’arte, 74 anni, si trova in terapia intensiva e sarebbe in condizioni gravi, ma finora l’ospedale non ha diffuso alcun bollettino né indicato la causa del nuovo ricovero.

L’assenza di informazioni ufficiali non permette di stabilire se la situazione sia legata ai problemi affrontati negli ultimi anni oppure a un quadro clinico differente. Le notizie disponibili, quindi, restano limitate alla struttura ospedaliera e al reparto nel quale Sgarbi è assistito.


Il precedente ricovero aveva segnato Sgarbi

Il Gemelli aveva già accolto Sgarbi nella primavera del 2025, durante un periodo particolarmente difficile. In quella fase il critico aveva affrontato una forte depressione, un progressivo isolamento, una notevole perdita di peso e il rifiuto del cibo, condizioni che avevano prodotto conseguenze anche sul piano fisico.

Era stato lo stesso Sgarbi a raccontare pubblicamente quella sofferenza, spiegando che la depressione aveva coinvolto contemporaneamente il corpo e la mente. Tra i disturbi di salute riferiti negli anni precedenti figurava anche un tumore alla prostata, di cui aveva parlato prima del ricovero del 2025.


Il ritorno alla vita pubblica

Dopo quella fase, Sgarbi aveva ripreso gradualmente a comparire in pubblico. Nel febbraio 2026 era stato visto alla Certosa di Ferrara per il rientro della grande tela di Giuseppe Avanzi; in quell’occasione era insieme a Sabrina Colle e le immagini avevano mostrato un aspetto ancora provato e una certa difficoltà nei movimenti.

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A maggio aveva invece celebrato a Venezia il suo 74esimo compleanno. Il ritorno agli appuntamenti pubblici era arrivato dopo mesi segnati dalla depressione e dai problemi alimentari, che avevano attirato l’attenzione anche per il ruolo svolto da Sabrina Colle nel suo percorso personale.


La disputa sulla tutela del padre

Le condizioni di Sgarbi erano state al centro anche di una controversia familiare. Nel 2025 Evelina, figlia nata nel 2000 dalla relazione con Barbara Hary, aveva chiesto al Tribunale civile di Roma di nominare un amministratore di sostegno per il padre, ritenendo necessario proteggerne la persona e gli interessi in una fase di particolare fragilità.

Il tribunale aveva respinto la richiesta nel dicembre 2025, riconoscendo a Sgarbi la capacità di agire. I giudici avevano però disposto una perizia per verificare la sua capacità di valutare gli effetti di decisioni importanti sul piano personale e patrimoniale.

Evelina aveva poi espresso pubblicamente la propria apprensione, ricordando di aver visto il padre molto debilitato durante il ricovero del 2025. Da quella vicenda era nato anche un confronto aspro con Sabrina Colle, accusata dalla figlia di aver limitato i contatti con Sgarbi. Colle aveva respinto le contestazioni e annunciato iniziative legali.

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