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Lifestyle 2 min di lettura3 ore fa

Settembre presenta il conto a Daria Bignardi: «Ci penso io

Dopo una missione in Africa e un’agenda riempita senza pause, la scrittrice ha dovuto fermarsi: il corpo le ha imposto di rallentare.

Il segnale più netto è arrivato in pronto soccorso, dove Daria Bignardi si è ritrovata su una sedia a rotelle. Solo allora ha cancellato una serie di appuntamenti e ha preso atto di una lezione che, ogni anno, tende a dimenticare: dopo le vacanze non si può tornare immediatamente a pieno regime.


Il corpo ha imposto lo stop

Il rientro di quest’anno è stato particolarmente impegnativo. Alla fine di agosto Bignardi è partita per una missione con una ONG e, poco dopo, ha dovuto fare i conti con diversi problemi ravvicinati: disturbi intestinali, insonnia, otiti, capogiri e influenza. Nulla di grave come malaria o Ebola, precisa, ma una sequenza sufficiente a mettere a dura prova le energie.

Al ritorno dall’Africa, invece di concedersi tempo per recuperare, ha riempito subito l’agenda con trasferte in giornata a Roma, presentazioni e altri impegni. Il risultato è stato l’annullamento di appuntamenti a cui teneva: il Festival di Letteratura di Dublino, una presentazione a Bruxelles, gli incontri ai festival di Pordenone e Brescia e un appuntamento a Cormano.


Un’agenda impossibile da sostenere

A posteriori, la giornalista si chiede per quale motivo abbia concentrato così tante attività in poche settimane. Il lavoro, osserva, richiede anche spostamenti e presenze pubbliche, ma la domanda resta inevitabile: «Chi mi credevo di essere, Wonder Woman?». La risposta è arrivata dal fisico, costretto a intervenire quando la mente non aveva ancora deciso di fermarsi.

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Gli esami del sangue non hanno mostrato anomalie particolari, eppure da circa un mese Bignardi riesce a dormire soltanto quattro o cinque ore per notte. I medici consultati hanno collegato i disturbi alla tensione accumulata, aggravata da un’estate molto lunga e calda che potrebbe aver affaticato l’organismo più di quanto fosse apparso.

La conclusione riguarda settembre, ma anche il modo in cui si affronta ogni ripartenza: dopo una pausa, breve o lunga, il ritmo va aumentato gradualmente. Altrimenti, come le ha ricordato il suo stesso corpo, «Ci penso io».

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