Roma, Vecchioni si ferma ancora: «Per mesi non potrò cantare
Dopo il ritorno al Teatro Brancaccio, il cantautore ha raccontato di essere ancora in convalescenza e ha chiesto al pubblico di restargli accanto.
Il ritorno davanti al pubblico non coincide con una piena ripresa per Roberto Vecchioni. A 83 anni, il cantautore è salito sul palco del Teatro Brancaccio di Roma, ma ha spiegato che il recupero non è ancora concluso e che potrebbe dover rinunciare al canto per molti mesi. «Statemi vicino», ha detto agli spettatori, lasciando intendere che l’esibizione romana potrebbe essere l’ultima prima di una nuova sospensione.
L’appuntamento aveva anche un valore particolare: la serata era stata programmata inizialmente per il 6 marzo e poi trasferita alla fine di settembre a causa delle sue condizioni di salute. Il 2026 è stato segnato da ricoveri, cancellazioni e rinvii, oltre che da una riabilitazione che l’artista ha descritto più volte come impegnativa.
Il palco non cancella l’incertezza
Durante l’esibizione, Vecchioni ha parlato dell’emozione provata dopo i mesi più difficili e ha confermato di essere ancora convalescente. Non ha però indicato una durata precisa per la nuova pausa né ha fornito una diagnosi legata all’ultimo stop annunciato a Roma.
Pochi giorni prima, il 25 settembre, era saltato anche il concerto previsto al Teatro Verdi di Salerno, dove avrebbe dovuto ricevere il Premio “Grandi Protagonisti dello Spettacolo” all’interno del Premio Charlot. L’organizzazione aveva motivato l’annullamento con improvvisi e importanti problemi di salute; in seguito il cantautore aveva invitato a non allarmarsi, spiegando che alla sua età il corpo può avere bisogno di fermarsi.
Il ricovero e il racconto dell’infarto
Sul palco romano Vecchioni ha ricordato il ricovero che gli aveva impedito di rispettare la precedente data nella capitale. «Quando sarei dovuto venire qui un po’ di tempo fa ero in ospedale, con un tubo dentro la gola», ha raccontato al pubblico. In una precedente intervista con Massimo Gramellini, durante In altre parole, aveva inoltre descritto la paura provata dopo il malore e il timore di morire.
In seguito l’artista aveva chiarito che la lunga degenza era stata collegata a un infarto. Il recupero, secondo il suo racconto, è stato lento e ha reso difficile riprendere la quotidianità e il lavoro sul nuovo disco. Vecchioni ha parlato anche di due tumori affrontati nel passato, tra cui quello alla prostata, distinguendo però queste vicende dall’episodio più recente, per il quale non è stata comunicata una nuova diagnosi.
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Un calendario già profondamente cambiato
Il primo segnale della lunga interruzione era arrivato il 3 marzo, quando erano state rinviate diverse date di Tra il Silenzio e il Tuono Tour 2026. Tra gli appuntamenti coinvolti figurava proprio quello del Teatro Brancaccio, inizialmente fissato al 6 marzo. Nei mesi successivi Vecchioni era tornato a esibirsi, pur raccontando quanto fosse stato duro affrontare la malattia.
A Brescia, per esempio, aveva ricordato di aver domandato a un’infermiera se stesse morendo mentre si trovava in ospedale. Il ritorno sulle scene era poi proseguito al Teatro Dal Verme di Milano, dove aveva invitato anche il personale dell’ospedale Fatebenefratelli che lo aveva seguito, insieme ai medici impegnati durante il periodo più delicato.
La nuova pausa resta senza una data
Dopo Milano e Roma, le prospettive tornano dunque a essere incerte. L’artista ha fatto sapere che per tanti mesi potrebbe non riuscire a cantare, ma non ha stabilito quando potrà riprendere gli spettacoli.
Le parole pronunciate al Brancaccio arrivano al termine di un anno complicato, nel quale il cantautore ha alternato brevi ritorni sul palco a ricoveri e rinvii. Per ora resta soltanto l’annuncio di una nuova lontananza dalle scene, mentre Vecchioni continua il percorso di convalescenza.
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