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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Roma, Mustang conquista il pubblico: la confessione di Smutniak

La regista dedica il premio a una storia nata dal dolore e dalla speranza; tra i riconoscimenti della rassegna anche quello a Paolo Pierobon.

La cerimonia della 21ª Festa del Cinema di Roma ha avuto uno dei suoi momenti più intensi con il Premio Speciale della Giuria assegnato a Yesterday the Eye Didn't Sleep di Rakan Mayasi. Il regista ha richiamato la sofferenza vissuta negli ultimi anni dal popolo palestinese, tra conflitto e violenza, e ha ringraziato la famiglia al centro del film e la troupe per la fiducia ricevuta.

Mayasi ha inoltre indicato Ermanno Olmi tra i riferimenti della propria ricerca cinematografica. Il suo riconoscimento si inserisce in un palmarès che ha premiato opere e interpreti provenienti da diversi Paesi.

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Pierobon divide il premio d’interpretazione

Paolo Pierobon ha ottenuto il titolo di miglior attore per Brianza, condividendolo con Anthony Boyle, premiato per I See Buildings Fall Like Lightning. La giuria presieduta da Jan Komasa ha descritto il lavoro dell’attore italiano come una prova capace di passare dal sarcasmo all’ansia, alternando leggerezza e timore.

Pierobon ha raccontato la fatica affrontata sul set e ha dedicato il risultato a Marina Rocco e ai compagni di scena Fausto Russo Alesi. «È un film piccolissimo, abbiamo lavorato come pazzi», ha detto l’attore. Il premio per la migliore interpretazione femminile è stato invece attribuito a Victoria Luengo per Sants di Mikel Gurrea, apprezzata per l’equilibrio tra durezza e sensibilità.


Smutniak trasforma il dolore in speranza

Il Premio del Pubblico Terna è andato a Mustang, documentario diretto da Kasia Smutniak. Al momento della consegna, Ferzan Özpetek ha rivolto all’amica parole di particolare affetto: «Questo è uno dei premi più importanti della Festa e va a una delle persone di cui mi fido di più al mondo».

Smutniak, alla seconda esperienza da regista, ha spiegato che il film è nato durante una fase di profondo smarrimento personale. «Ho realizzato Mustang quando mi sentivo sempre più persa, abbandonata, svuotata dalla speranza», ha raccontato, sottolineando il ruolo del cinema nel suscitare emozioni, offrire rifugio e restituire significato anche nei periodi più difficili.

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Una storia personale diventata impegno

Il documentario intreccia il rapporto dell’attrice con il Mustang, conosciuto attraverso Pietro Taricone, scomparso nel 2010 dopo un incidente, e l’esperienza di una scuola situata in una zona remota. In quel luogo, un gruppo di bambini ha trovato nella gioia quotidiana una forma di resistenza.

La regista ha chiarito di non aver scelto di raccontarsi per attribuire un valore speciale alla propria vicenda, ma perché vi riconosceva un messaggio di fiducia. Gli incassi del film saranno destinati alla comunità protagonista del progetto. Nel discorso di Smutniak è tornata anche la frase «Nulla finisce davvero, ma tutto si trasforma», tratta dal documentario.


Tutti i titoli premiati a Roma

Tra gli altri riconoscimenti figurano quelli assegnati a The Life and Deaths of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson, Ceniza en la boca (Ashes) di Diego Luna e Clementine Orange di Lisa Forslund. Il premio per la regia è stato attribuito a Rafiki Fariala per Congo Boy, già presente anche tra le opere premiate dal pubblico.

Completano l’elenco El tren fluvial (The River Train) di Lorenzo Ferro e Lucas A. Vignale, Dans la gueule de l’ogre (Into the Jaws of the Ogre) di Mahsa Karampour, Un hiver russe (A Russian Winter) di Patric Chiha e I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard. Nella selezione compare inoltre Sants di Mikel Gurrea, legato al riconoscimento assegnato a Victoria Luengo.

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