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Rocco Tanica e quella volta in cui scambiò Mastella per un cameriere

Tra il ricordo di Feiez, la crisi prima del ritiro dai concerti e gli equivoci più curiosi, il tastierista racconta gli anni più difficili della sua carriera.

Una villa piena di tavoli apparecchiati, un concerto appena concluso e un ospite scambiato per il personale di sala: così Rocco Tanica ha rievocato l’incontro surreale con Clemente Mastella a Ceppaloni. All’epoca il politico era sindaco del paese e, dopo essersi avvicinato per complimentarsi con i musicisti, si sentì chiedere qualcosa da mangiare.

«Gli domandai cortesemente se poteva portarci uno spizzico per cominciare, qualche antipasto e poi il primo più veloce, perché avevamo fretta», ha raccontato il musicista nell’intervista al Corriere della Sera. L’equivoco nacque perché Tanica aveva creduto di trovarsi in un ristorante, non nella casa privata che ospitava la serata.

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Da Vivi Rocco al nome Tanica

Anche il nome d’arte del tastierista ha alle spalle una storia legata all’ironia musicale. “Tanica” non sarebbe nato dal consumo di alcol, come suggerirebbe una delle interpretazioni più immediate: secondo Conforti, il gruppo apprezzava semplicemente il suono della parola.

Rocco, invece, comparve durante una parodia dei Queen. La band riscriveva in italiano testi famosi, cercando assonanze con gli originali, e dalla trasformazione di “We Will Rock You” in “Vivi Rocco” nacque l’identità del personaggio.


Il lutto che gli tolse la voce

Dietro la comicità, Tanica ha però raccontato una lunga fase di sofferenza. La morte improvvisa di Paolo Panigada, conosciuto come Feiez, colpì Elio e le Storie Tese il 23 dicembre 1998: il musicista aveva 36 anni e fu ucciso da un aneurisma cerebrale.

Per Conforti quel trauma non si esaurì in tempi brevi. «Vedevo cose che non c’erano, muri che pulsavano, sentivo gente parlare», ha detto, spiegando di avere trascorso mesi a letto nella casa dei genitori. I vocalizzi continui, descritti come un lamento simile a un ruggito, gli provocarono inoltre un’abrasione alle corde vocali e una temporanea perdita della voce.

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Il palco diventato insostenibile

L’esperienza lasciò tracce anche negli anni successivi. Entrato nella formazione all’inizio degli anni Ottanta e diventato una delle figure creative centrali del gruppo, Tanica ha collegato l’esaurimento maturato nel 2013 a un percorso di difficoltà iniziato dopo la scomparsa di Feiez.

La preparazione dell’arrangiamento orchestrale per “La Canzone Mononota”, portata a Sanremo, prosciugò le sue energie. «L’ansia del palco ha cominciato a diventare insostenibile», ha spiegato, ricordando di essere arrivato a quel periodo ormai «a fine corsa».


La cura e il ritorno possibile

A sostenerlo nell’uscita dalla crisi fu una psichiatra, insieme alla consapevolezza di non essere indispensabile per il futuro degli Elio e le Storie Tese. Tanica ha raccontato di avere sofferto della cosiddetta sindrome di Atlante, cioè della convinzione di dover portare sulle proprie spalle l’intero peso della band.

Nel 2016 scelse di non prendere più parte ai concerti, pur continuando a collaborare con il gruppo in studio. I compagni lo definirono scherzosamente il “Syd Barrett vivo” della formazione. L’ultima esibizione risale al 2023, in occasione di un evento benefico, ma il musicista non esclude di tornare ancora sul palco.

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