RED-S, quando allenarsi troppo svuota il corpo: i segnali da riconoscere
La vicenda di Emma Navarro riporta l’attenzione sul deficit energetico relativo nello sport, una condizione possibile anche per chi corre o frequenta la palestra.
La stanchezza che non passa, i capogiri e un rendimento in calo possono indicare qualcosa di più serio del semplice affaticamento. È quanto è accaduto a Emma Navarro, tennista statunitense di 25 anni e numero 24 del mondo, che per quasi tre anni ha continuato ad allenarsi mentre il suo organismo non riceveva abbastanza energia rispetto a quella consumata.
La giocatrice ha raccontato di aver ricevuto una diagnosi di RED-S, sigla inglese usata per indicare il deficit energetico relativo nello sport. Il problema non riguarda soltanto gli atleti professionisti: può comparire anche in chi corre, va in palestra o aumenta l’attività fisica senza adeguare l’alimentazione.
Il corpo entra in modalità risparmio
La RED-S si manifesta quando le calorie introdotte con il cibo non bastano a coprire il dispendio legato all’esercizio e alla vita quotidiana. Il termine “relativo” è centrale: non conta soltanto la quantità assoluta di cibo, ma il rapporto tra ciò che si assume e ciò che si consuma.
In questa situazione l’organismo riduce le funzioni considerate meno urgenti. Possono risentirne la produzione ormonale, il ciclo mestruale, le ossa e il sistema immunitario. La condizione, riconosciuta dal Comitato olimpico internazionale nel 2014, ha ampliato il concetto della precedente “triade dell’atleta”, inizialmente riferita soprattutto alle donne, e può interessare persone di entrambi i sessi.
I segnali che non vanno ignorati
Nel caso di Navarro, il periodo più difficile è arrivato nell’autunno 2025, durante una partita di Billie Jean King Cup. La tennista scoppiò a piangere in campo, provata dalla stanchezza e dalla confusione. Ha raccontato di avere fame quasi continuamente, di sentirsi stordita quando non mangiava e di svegliarsi durante la notte per cercare cibo.
Dopo il confronto con diversi specialisti, ha capito di essersi alimentata troppo poco per quasi tre anni. “Il mio corpo si stava difendendo”, ha spiegato. Alla RED-S si è aggiunto l’ipotiroidismo di Hashimoto, una malattia autoimmune che rallenta l’attività della tiroide e può produrre disturbi simili, tra cui spossatezza e variazioni dell’umore.
I sintomi non sono uguali per tutti e spesso vengono attribuiti allo stress. Stanchezza persistente, ciclo irregolare o assente, infortuni ricorrenti, fratture da stress, infezioni frequenti, ansia, difficoltà di concentrazione e sonno poco ristoratore sono alcuni dei campanelli d’allarme. Anche un calo delle prestazioni che non migliora modificando il programma di allenamento merita attenzione.
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Non riguarda soltanto le professioniste
A rischio sono gli sportivi di ogni livello, uomini e donne. La RED-S può interessare chi pratica corsa, nuoto, ginnastica, danza o discipline nelle quali il peso corporeo ha un ruolo importante.
Il deficit può dipendere da una dieta eccessivamente rigida, da un disturbo alimentare oppure da una semplice sottovalutazione del fabbisogno. Anche aumentare molto gli allenamenti senza aggiungere energia all’alimentazione può portare gradualmente allo stesso squilibrio. La RED-S non coincide necessariamente con un disturbo del comportamento alimentare, sebbene le due condizioni possano essere presenti insieme.
Recupero graduale e controllo medico
La valutazione deve essere affidata a un medico dello sport o a un endocrinologo, che può esaminare la storia clinica, gli ormoni e la salute delle ossa. Il percorso di recupero prevede in genere un’alimentazione adeguata all’attività svolta, con l’aiuto di un nutrizionista, e talvolta il sostegno di uno psicologo.
Può essere necessario anche ridurre o interrompere temporaneamente gli allenamenti. Navarro ha scelto di dedicare il resto del 2026 alla regolazione dei farmaci e dell’alimentazione: per questo sta rinunciando ai tornei asiatici e punta a rientrare in Australia nel 2027. Dopo il suo racconto, Martina Navratilova e Monica Seles le hanno scritto invitandola a mettere la salute davanti al tennis.
Il messaggio della tennista è netto: “Nessun numero sulla bilancia o magrezza vale più della salute e del benessere”. Quando i segnali persistono o compaiono insieme, il primo passo è parlarne con il proprio medico, senza aspettare che il rendimento sportivo peggiori ulteriormente.
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