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Lifestyle 5 min di lettura34 min fa

Quattro lutti in una generazione: il nuovo capitolo dei Kennedy

Dalla leucemia agli incidenti in acqua, passando per depressione e disabilità, le vicende che hanno colpito i discendenti del celebre clan americano.

La morte di Kyle Kennedy, avvenuta il 21 settembre 2026 a 42 anni, ha riportato l’attenzione sui drammi che hanno segnato anche la terza generazione della famiglia Kennedy. La donna, educatrice formata ad Harvard e madre di tre figli, era rimasta paralizzata dopo una lesione al midollo spinale e negli ultimi anni si era impegnata per i diritti delle persone con disabilità.

Prima di lei, altri giovani appartenenti alla famiglia avevano perso la vita in circostanze dolorose: malattie rare, incidenti e dipendenze hanno continuato ad accompagnare la storia di uno dei clan più noti della politica statunitense.

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Kyle Kennedy, una vita segnata dalla disabilità

Kyle era figlia di Victoria Denise Gifford e di Michael Kennedy, uno degli undici figli di Ethel Kennedy. Nel 1997 anche suo padre era morto prematuramente, a 39 anni, dopo un incidente ad Aspen durante una partita di football americano sugli sci con altri familiari.

Nel 2020 una lesione al midollo spinale aveva lasciato Kyle paralizzata. Il suo necrologio ricordava la fatica quotidiana affrontata dalla donna, ma anche la determinazione con cui aveva cercato di restare una madre presente per i suoi figli. «Aveva anche iniziato a battersi per i diritti delle persone con disabilità», si leggeva nel testo, che citava la sua testimonianza davanti alla Camera dei rappresentanti del Massachusetts sulla discriminazione nell’assistenza sanitaria.

Kyle aveva avuto tre figli durante il matrimonio con Liam Kerr, concluso con un divorzio. Una delle bambine era morta pochi giorni dopo la nascita. Le ragioni del decesso di Kyle, descritto come avvenuto serenamente, non sono state rese pubbliche.


Tatiana Schlossberg e la malattia rara

Il 30 dicembre 2025 è morta Tatiana Schlossberg, giornalista impegnata sui temi ambientali e figlia di Caroline Kennedy ed Edwin Schlossberg. Aveva 35 anni ed era diventata madre per la seconda volta quando le era stata diagnosticata una rara forma di leucemia, poi arrivata allo stadio terminale.

Poco prima di morire, in un articolo pubblicato dal New Yorker, aveva raccontato la propria condizione e criticato le posizioni dello zio Robert Kennedy Jr., allora segretario alla Salute nell’amministrazione Trump. Tatiana contestava gli attacchi al sistema sanitario, ai vaccini a mRNA e a farmaci come il misoprostolo, che aveva assunto dopo un’emorragia successiva al parto.

«Inorridisco al pensiero di quel che sarebbe potuto accadere se quel farmaco non fosse stato immediatamente disponibile», aveva scritto riferendosi al trattamento e alle conseguenze che avrebbe potuto avere per lei e per molte altre donne. I suoi due figli, Edwin e Josephine, rispettivamente di 4 e 2 anni, vivono con il padre George Moran, affiancato dalla famiglia della moglie.


La tragedia di Maeve nella baia

Durante la pandemia, nell’aprile 2020, Maeve Kennedy Townsend McKean era uscita in canoa con il figlio Gideon, di 8 anni, per recuperare una palla finita nella baia di Chesapeake. I due si trovavano nella proprietà della madre di Maeve, dove la famiglia osservava l’isolamento, quando la corrente e il vento trascinarono l’imbarcazione verso la baia aperta.

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I soccorsi erano stati allertati da un vicino, ma non erano riusciti a raggiungerli in tempo. Il corpo di Maeve fu individuato dopo quattro giorni; quello di Gideon venne ritrovato due giorni più tardi. Il marito David McKean ricordò la moglie come il centro della sua vita: «Era la mia migliore amica e la mia anima gemella».

Figlia di Kathleen Kennedy, Maeve aveva lavorato nel settore della sanità pubblica. Dopo un’esperienza con il Peace Corps in Mozambico, aveva diretto la Global Health Initiative dell’Università di Georgetown e collaborato con il dipartimento di Stato durante la presidenza Obama, occupandosi di diritti umani e programmi internazionali contro l’HIV. Aveva inoltre lavorato con Dianne Feinstein, senatrice democratica della California, e firmato con la madre e Joseph Patrick Kennedy II un articolo critico verso le posizioni dello zio Robert Kennedy Jr. sui vaccini.


Saoirse, depressione e overdose

Saoirse Róisin Kennedy Hill, unica figlia di Courtney Kennedy e Paul Hill, aveva 22 anni quando fu trovata priva di sensi, nell’agosto 2019, nella tenuta di famiglia a Hyannis Port, in Massachusetts. Venne trasportata all’ospedale di Cape Cod, ma fu dichiarata morta all’arrivo.

La famiglia la descrisse come una giovane piena di speranze e affetto, molto legata alla madre, al padre, alla matrigna Stephanie e alla nonna Ethel. La ragazza portava il secondo nome Róisin, scelto dalla madre al posto del cognome Kennedy: Paul Hill, infatti, era stato uno dei Guildford Four, il gruppo di quattro irlandesi condannati ingiustamente per un attentato dell’IRA nel 1974 e rimasti in carcere per 15 anni.

Tre anni prima della morte, Saoirse aveva raccontato in un articolo scolastico la depressione con cui conviveva dall’adolescenza. Aveva descritto una sofferenza profonda e ricorrente, arrivando a rivelare di avere tentato il suicidio quando era più giovane.

Gli esami tossicologici stabilirono che il decesso era stato provocato da un’overdose. Nel suo organismo furono trovate tracce di metadone, antidepressivi della classe degli SSRI, benzodiazepine e alcol.


Un’eredità familiare piena di lutti

Le vicende della terza generazione si inseriscono in una lunga sequenza di tragedie. John Fitzgerald Kennedy fu assassinato a Dallas nel novembre 1963, mentre suo fratello Robert Kennedy, già procuratore generale e senatore degli Stati Uniti, venne ucciso cinque anni dopo.

Nel 1999 morì anche John F. Kennedy Jr., vittima di un incidente aereo mentre pilotava il velivolo su cui viaggiavano la moglie Carolyn Bessette e la sorella Lauren. La successione di eventi drammatici ha alimentato l’idea di una presunta “maledizione” dei Kennedy, una definizione ricorrente per descrivere le perdite che hanno colpito il clan attraverso più generazioni.

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