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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Pelle spenta in autunno, cosa aiuta a ritrovare luminosità

Vitamina C, niacinamide, esfolianti e dispositivi LED possono sostenere l’aspetto della pelle, con cautela nelle situazioni più sensibili.

In autunno la pelle può apparire più opaca, secca e irregolare. A incidere sono il clima, il riscaldamento e anche le variazioni del ritmo sonno-veglia.

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Il ruolo delle maschere LED

Le maschere LED possono essere aggiunte alla routine domestica, ma i risultati dipendono dalle caratteristiche del dispositivo e dal modo in cui viene utilizzato. «Non si può semplicisticamente affermare che tutte le maschere Led stimolino la produzione di collagene o aumentino l’energia cellulare», spiega Laura Mazzotta, medico estetico specialista in igiene e medicina preventiva e nutrizione clinica presso il Poliambulatorio Aesthe Medica di Ferrara.

A fare la differenza sono lunghezza d’onda, potenza, quantità di luce, durata del trattamento e caratteristiche individuali. Alcune ricerche hanno rilevato miglioramenti su rughe sottili, consistenza della pelle e segni del fotoinvecchiamento. L’American Academy of Dermatology giudica incoraggianti i dati sulla luce rossa, ma non considera ancora definite modalità d’uso valide per tutti, soprattutto con i prodotti destinati all’impiego domestico.


Gli attivi più adatti

Tra gli ingredienti utilizzati per migliorare l’aspetto del viso c’è la vitamina C. Ha un’azione antiossidante, partecipa alla produzione di collagene e può aiutare a rendere meno evidenti alcune alterazioni del colore. La sostanza, però, è poco stabile nelle formule cosmetiche: per questo vengono impiegate anche varianti più resistenti, come ascorbil glucoside e fosfato di ascorbile sodico.

La niacinamide, derivata della vitamina B3, può essere indicata quando opacità, disidratazione e tono disomogeneo compaiono insieme. Un’altra possibilità è rappresentata dagli esfolianti chimici, tra cui acido lattico, acido mandelico e gluconolattone. Favoriscono il distacco delle cellule superficiali e possono rendere la pelle più uniforme, ma vanno scelti con prudenza in caso di rosacea, dermatiti o barriera cutanea indebolita. Non è necessario combinarli tutti: la selezione deve dipendere dalle condizioni della pelle. Gli esfolianti sono spesso più comodi la sera, soprattutto se rendono il viso più sensibile alla luce.

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Perché il colorito cambia

La riduzione delle ore di luce non è l’unica spiegazione. Secondo Mazzotta, contano anche temperatura, aria secca degli ambienti riscaldati, qualità del riposo, comportamenti quotidiani e normali processi di rinnovamento dell’epidermide. La luce naturale, inoltre, contribuisce a sincronizzare l’orologio biologico, che regola diverse funzioni dell’organismo e alcune attività della pelle.

La cute possiede ritmi circadiani propri, coinvolti nella protezione della barriera, nella moltiplicazione delle cellule e nella riparazione. Un cambiamento prolungato del ciclo sonno-veglia non provoca direttamente l’invecchiamento, ma può influire sul benessere cutaneo. Quando la barriera trattiene meno acqua, aumenta la perdita d’acqua attraverso la pelle e la superficie può diventare più ruvida, con piccole squame più visibili.

Una superficie ben idratata riflette la luce in modo omogeneo e appare più luminosa; al contrario, secchezza e irregolarità la disperdono. Anche il ricambio cellulare contribuisce all’aspetto del viso, ma non è detto che rallenti in ogni persona durante l’autunno: dipende da età, condizioni individuali, ambiente e stato della barriera cutanea.

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