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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Pelle, la sfida è distinguere rigenerazione vera e marketing

Dall’intelligenza artificiale ai polinucleotidi, le nuove promesse della longevità cutanea cambiano volto quando si passa dallo studio medico alla routine quotidiana.

La nuova skincare promette di leggere la pelle in profondità, anticiparne i cambiamenti e suggerire trattamenti costruiti sulle caratteristiche individuali. Ma tra analisi digitali, biomarcatori ed esosomi esiste una differenza decisiva: una crema agisce soprattutto in superficie, mentre la medicina estetica può intervenire nei tessuti attraverso procedure riservate a personale qualificato.

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La personalizzazione non nasce solo da un’immagine

Le piattaforme basate sull’intelligenza artificiale esaminano fotografie ad alta risoluzione e le confrontano con ampi archivi di dati. In questo modo possono stimare diversi elementi, dalle piccole rughe alla consistenza cutanea, dalle discromie ai possibili effetti di raggi ultravioletti, condizioni meteorologiche e inquinamento, arrivando a proporre una routine modificabile nel tempo.

Secondo Emanuele Bartoletti, chirurgo plastico e presidente della Società Italiana di Medicina Estetica, questi strumenti possono offrire un primo orientamento, ma non sostituiscono una valutazione clinica. Il medico considera infatti la storia del paziente, osserva la cute con specifiche sorgenti luminose e misura idratazione, produzione sebacea e acidità, oltre a verificare la sensibilità della pelle: aspetti che una fotografia non può rilevare.


Quando la medicina stimola i tessuti

Nel campo della medicina estetica rigenerativa l’obiettivo non è soltanto aggiungere volume, ma favorire i processi con cui la pelle produce collagene ed elastina. Polinucleotidi e PDRN, cioè frazioni purificate di DNA, vengono impiegati come supporto alla riparazione e al miglioramento dell’elasticità dermica; i biostimolatori, invece, puntano a creare condizioni favorevoli all’attività delle cellule.

Tra le procedure disponibili rientra anche il PRP, ottenuto da un campione di sangue della stessa persona. Dopo la centrifugazione, il plasma con una maggiore concentrazione di piastrine e fattori di crescita viene reintrodotto nel derma per sostenere proliferazione cellulare, vascolarizzazione e produzione di nuova matrice extracellulare. L’ecografia ad alta frequenza aiuta inoltre lo specialista a valutare spessore del derma, modificazioni dei tessuti e presenza di trattamenti precedenti.

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Esosomi e PDRN: attenzione alle promesse

Gli esosomi sono tra gli ingredienti più citati nel linguaggio della bellezza rigenerativa. In ambito terapeutico e chirurgico mostrano potenzialità interessanti, ma il loro impiego estetico resta in evoluzione; nei prodotti applicati sulla pelle venduti in Europa, inoltre, sono soprattutto di origine vegetale e non hanno lo stesso sistema di comunicazione cellulare degli esosomi umani.

Il problema riguarda anche l’uso di nomi propri della medicina su prodotti cosmetici. La barriera cornea, formata dallo strato più esterno dell’epidermide, limita infatti il passaggio delle sostanze: in genere gli esosomi e il PDRN presenti nei cosmetici comuni restano sulla superficie o raggiungono soltanto gli strati più esterni. Per Bartoletti, «la medicina rigenerativa modifica la struttura profonda del tessuto; il cosmetico protegge, ottimizza e mantiene quella struttura in salute».


La barriera cutanea cambia nel tempo

La condizione della pelle non rimane identica per tutta la vita. Età, ambiente, terapie farmacologiche e altri fattori possono modificare il suo equilibrio, rendendo necessario aggiornare periodicamente la valutazione e non affidarsi a una prescrizione fissata una volta per tutte.

«Ci sono fasi evolutive della vita in cui le caratteristiche della cute cambiano», osserva Bartoletti. Per questo il controllo può essere effettuato ogni anno o, al massimo, ogni due anni, così da adeguare i prodotti alle esigenze del momento. L’intelligenza artificiale può aiutare a raccogliere e organizzare informazioni, ma la scelta cosmetica più sicura richiede ancora un esame reale della persona e della sua pelle.

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