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Lifestyle 1 min di lettura3 ore fa

Pacifico, decine di barche per salvare il limite di 1,5 gradi

Gli attivisti hanno raggiunto Nadi per chiedere alla riunione preparatoria della COP31 più aiuti ai Paesi esposti agli effetti del cambiamento climatico.

Il rischio climatico è già concreto per molte comunità del Pacifico meridionale, dove l’avanzata del mare minaccia le abitazioni e il caldo compromette gli ecosistemi. In questo scenario, decine di attivisti hanno navigato verso Nadi, nelle Fiji, per portare la loro protesta alla vigilia dei prossimi negoziati internazionali.


Il Pacifico presenta il conto

L’innalzamento del livello degli oceani mette sotto pressione i centri abitati delle isole e rende più fragile il futuro delle popolazioni costiere. A questo si aggiunge l’aumento delle temperature, che favorisce lo sbiancamento dei coralli e danneggia uno degli ambienti naturali più importanti della regione.

La mobilitazione nasce proprio dall’esposizione diretta di questi territori agli effetti del riscaldamento globale. Le isole del Pacifico chiedono che la situazione delle comunità più colpite trovi spazio nelle decisioni assunte dai governi.

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La richiesta punta alla COP31

A bordo delle imbarcazioni, i manifestanti hanno rilanciato lo slogan “Manteniamo vivo l’obiettivo di 1,5 gradi”, richiamando l’impegno a contenere entro questa soglia l’aumento della temperatura media mondiale. La flottiglia ha raggiunto Nadi mentre nella città si tiene una riunione preparatoria alla COP31.

Il vertice delle Nazioni Unite sul clima è previsto in Turchia il mese prossimo. In vista dell’appuntamento, i Paesi del Pacifico sollecitano un impegno più consistente a favore degli Stati che subiscono in misura maggiore le conseguenze del cambiamento climatico.

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