Minori e decreto sicurezza: la stretta che può costare cara alle famiglie
Fermo preventivo, responsabilità dei genitori e impiego dei militari: molte misure sono state annunciate, ma il testo dovrà ancora superare l’esame del Parlamento.
Per le famiglie il quadro resta ancora incompleto, ma alcuni punti sono già stati indicati dal governo: il fermo preventivo potrà riguardare anche i minorenni, i genitori rischieranno sanzioni economiche e per chi ha tra 14 e 18 anni la capacità di intendere e di volere dovrebbe essere considerata esistente, salvo dimostrazione contraria. Restano invece da definire l’età minima, la durata effettiva del trattenimento e i reati collegati alle multe.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Le poche certezze per le famiglie
La misura più discussa riguarda la possibilità di accompagnare un ragazzo in questura e trattenerlo quando vi siano elementi concreti che facciano pensare a un pericolo per la sicurezza. Il provvedimento, presentato dopo gli scontri di Milano, Bologna e Torino, estende ai minorenni uno strumento finora previsto per gli adulti. Giorgia Meloni ha sintetizzato la responsabilità economica dei genitori con l’espressione «chi rompe paga».
Per chi esercita la responsabilità genitoriale sono previste sanzioni amministrative quando un minorenne, anche se non imputabile, prende parte a determinati reati. La somma dovrebbe oscillare tra 500 e 1.000 euro e raddoppiare in caso di reiterazione; a decidere sarebbe il prefetto. La responsabilità potrebbe venire meno solo se il genitore riuscisse a dimostrare di non aver potuto impedire il comportamento del figlio.
Il nodo del fermo ai minorenni
La durata del trattenimento non è ancora un dato univoco. Nel comunicato del Consiglio dei ministri si parla di un limite massimo di dodici ore, mentre dopo la conferenza stampa è circolata anche l’ipotesi delle ventiquattro ore. Anche la soglia anagrafica rimane incerta: alcune ricostruzioni indicano i 16 anni, altre fanno riferimento alla fascia compresa tra 14 e 18 anni, senza che il comunicato chiarisca il punto.
Il fermo non sarebbe legato soltanto alle manifestazioni. La previsione potrebbe applicarsi anche in luoghi caratterizzati dalla presenza di molte persone, purché esistano concreti elementi di rischio. Matteo Piantedosi ha ricondotto la misura al sospetto che il minorenne possa commettere un reato, mentre il testo definitivo dovrà precisare presupposti e modalità operative.
Età, imputabilità e divieti
Sotto i 14 anni non cambia la regola sull’imputabilità: chi non ha raggiunto quella soglia non può essere processato penalmente. Per gli adolescenti tra 14 e 18 anni, invece, la capacità di intendere e di volere verrebbe considerata presunta, salvo prova contraria, mentre finora la valutazione veniva svolta individualmente in ciascun caso.
A partire dai 14 anni il questore potrebbe inoltre vietare, per un periodo massimo di un anno, i rapporti con alcune persone, nei limiti stabiliti dalla normativa. Anche questa disposizione dovrà essere letta alla luce del testo approvato e delle eventuali modifiche parlamentari.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Danni, militari e testo definitivo
Per i danni provocati a beni pubblici, il prefetto potrebbe chiedere ai genitori di anticipare il risarcimento. Se invece vengono danneggiati negozi, vetrine o automobili appartenenti a privati, il proprietario avrebbe la possibilità di rivolgersi al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo, immediatamente esecutivo ma contestabile dalla famiglia.
Non sono ancora indicati con precisione i reati che farebbero scattare la sanzione, i criteri per calcolare il risarcimento e le prove necessarie a dimostrare l’impossibilità di controllare il figlio. Il decreto-legge entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma il Parlamento avrà 60 giorni per convertirlo e potrà modificarne il contenuto.
Una risposta ancora parziale
Il testo ha già subito un ridimensionamento nel confronto con il Quirinale: è stata eliminata la parte che avrebbe assegnato ai militari compiti di polizia giudiziaria. I 500 soldati aggiuntivi destinati a Milano, impiegati fino al 31 dicembre, non potranno quindi eseguire arresti né disporre fermi preventivi.
La Garante dell’infanzia Marina Terragni ha fatto sapere: «Lo analizzerò quando vedrò il testo». Nel frattempo, sullo sfondo rimangono le ragioni delle manifestazioni pacifiche svolte il giorno precedente agli scontri: il diritto alla scuola e il costo della vita. Il decreto si concentra sulla criminalità e sulle conseguenze per i partecipanti ai disordini, senza indicare interventi specifici su quei temi.
Terragni ha sostenuto la necessità di una punizione per i ragazzi coinvolti, ma ha anche richiamato l’esigenza di comprendere le ragioni del loro comportamento. Ha inoltre sollecitato un intervento europeo sull’età minima per l’accesso alle reti sociali, questione già al centro di una proposta di legge sostenuta da maggioranza e opposizione.
Continua a leggere
Al Bano rompe il silenzio: «Il matrimonio era finito prima di Ylenia»
Il cantante respinge la ricostruzione legata alla scomparsa della figlia e racconta il dolore vissuto, difendendo anche la relazione con Loredana Lecciso.
Ore 14 sorprende tutti: la risposta di Sottile a Infante
Il conduttore racconta il debutto oltre le attese, il sostegno della Rai e il clima di pressione seguito al cambio di conduzione.
Evelina vede Sgarbi in ospedale: il gesto che riaccende il dialogo
La figlia 26enne ha incontrato il critico d’arte al Gemelli e ha raccontato in televisione il delicato momento vissuto durante la visita.
Fedez, la notte del pugno: quattro giovani lo denunciano
La richiesta di una foto fuori da un locale milanese avrebbe preceduto uno scontro con il rapper e i suoi addetti alla sicurezza, documentato anche da alcuni filmati.