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Lifestyle 3 min di lettura2 giorni fa

Mezzogiorno, la promessa ai figli: «Uomini rispettosi

L’attrice parla della trasformazione per il cinema, del rapporto con il padre Vittorio e dell’educazione dei gemelli Zeno e Leone.

Il futuro, per Giovanna Mezzogiorno, passa soprattutto dall’educazione che ha trasmesso ai suoi due figli. L’attrice, che sta vivendo una nuova sfida artistica, riflette anche sul tempo trascorso, sui legami familiari e sulla difficoltà di non restare prigioniera dei ricordi.


Una trasformazione nata dalla fiducia

Per interpretare la madre del regista Marco Bonini in *Se ami qualcuno dillo*, film autobiografico diretto dallo stesso Bonini, Mezzogiorno ha accettato di cambiare radicalmente aspetto. Per il ruolo si è rasata metà testa, una scelta che considera tutt’altro che ordinaria: «Non giurerei che avrei accettato, per tutti i registi, di rasarmi metà testa: è una cosa forte».

L’attrice ha seguito da vicino la vicenda raccontata nel film e ha scelto di aderire alla visione del regista. Il personaggio è una donna segnata dalla conclusione dolorosa di una relazione: ha amato profondamente il suo compagno, ma si ritrova a convivere con una sofferenza che non scompare, anche mentre la vita prosegue e assume nuove forme.


Il padre e il tempo che passa

Nel racconto della sua storia personale, un posto importante spetta a Vittorio Mezzogiorno. Il padre non era incline agli elogi e, quando Giovanna riceveva apprezzamenti per il suo aspetto, cercava di ridimensionarne l’importanza, invitandola a non fissarsi troppo sulla propria immagine.

Un’approvazione autentica arrivò invece dopo averla ascoltata cantare e vista ballare. La danza ha accompagnato l’attrice per 17 anni, ma resta il dispiacere che il padre non abbia potuto assistere alla donna e all’artista che sarebbe diventata. È uno dei pensieri che alimentano il suo rapporto complesso con il passato.


La sfida di non vivere nei ricordi

Mezzogiorno descrive la propria esistenza come un percorso ricchissimo, attraversato da esperienze molto diverse. «Ho vissuto una vita talmente piena, talmente intensa, eccitante ma anche faticosa e varia, che mi sembra di avere vissuto venti vite del tutto diverse e di averle vissute tutte fino in fondo», racconta.

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Proprio questa intensità, però, rende difficile rivolgere lo sguardo soltanto in avanti. L’attrice ammette di dover contrastare la tendenza a tornare continuamente su ciò che è stato, sui momenti perduti e sulle occasioni che non si ripeteranno. A volte riesce a farlo, altre volte i ricordi la riportano indietro con la forza di un richiamo improvviso.


I figli come promessa per il futuro

A modificare il suo modo di leggere la realtà sono soprattutto Zeno e Leone, gemelli omozigoti che oggi hanno 15 anni. Le notizie del mondo la interessano e talvolta la divertono per la loro assurdità, ma diventano anche motivo di inquietudine perché riguardano l’ambiente in cui i suoi ragazzi stanno crescendo.

La risposta che Mezzogiorno affida al futuro è l’educazione ricevuta in famiglia. È convinta che i figli abbiano interiorizzato il rispetto per le donne, per le ragazze che incontrano e per la loro dignità, anche grazie all’esempio quotidiano dei genitori. «Son sicura che saranno uomini rispettosi verso l’universo femminile», afferma, spiegando che a sostenerli ci sono un padre e una madre guidati da una precisa etica della vita.

L’attrice si definisce molto empatica, al punto da considerare questa sensibilità quasi un limite, mentre non si riconosce nella competitività. Dice di saper apprezzare i risultati degli altri, compresi quelli delle donne, e racconta con affetto il carattere dei suoi ragazzi, capaci di farla ridere spesso.

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