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Lifestyle 4 min di lettura19 ott

Mammografie e visite gratis: dove accedere in Lombardia e Toscana

Le iniziative del 19 ottobre si affiancano ai programmi pubblici: ecco chi può aderire, quali ostacoli incidono sulla prevenzione e come richiedere un appuntamento.

A Milano è possibile sottoporsi a una visita senologica senza costi fino a lunedì 19 ottobre, mentre in Toscana la campagna regionale mette a disposizione mammografie gratuite dal 19 al 24 ottobre 2026. Sono opportunità diverse dai normali programmi di screening, ma offrono un accesso concreto ai controlli dedicati alla salute del seno.

A Milano l’ambulatorio mobile del Centro Diagnostico Italiano, sostenuto dalla Fondazione Umberto Veronesi, sarà presente all’Arco della Pace dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 14 alle 18. L’iniziativa rientra nella PittaRosso Pink Parade 2026 ed è rivolta alle donne dai 25 anni; per partecipare è necessario prenotare seguendo le indicazioni e il recapito telefonico pubblicati dalla Fondazione.

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Le occasioni gratuite del 19 ottobre

In Toscana, invece, la campagna regionale “Dì di sì – Ottobre Rosa” concentra le prestazioni tra il 19 e il 24 ottobre. L’accesso è rivolto in particolare alle donne tra 45 e 49 anni e tra 70 e 74 anni, con il coinvolgimento di Regione, ISPRO, aziende sanitarie e associazioni locali.

Per ricevere le indicazioni operative occorre compilare il modulo disponibile sul sito didisi.ispro.toscana.it. Nell’area dell’Azienda USL Toscana Centro sono previsti appuntamenti a Prato, Empoli, Pescia e Montecatini; sedi, giorni e modalità variano in base alla struttura. Le visite milanesi sono controlli clinici e non sostituiscono la mammografia prevista dallo screening pubblico.


In Lombardia molte donne restano fuori

Nel biennio 2024-2025 il programma lombardo ha coinvolto 759.088 donne tra 50 e 69 anni, raggiungendo un’adesione del 60,5%. La percentuale supera di poco il riferimento ministeriale del 60%, ma lascia comunque fuori dall’iniziativa organizzata quasi quattro donne su dieci nella fascia considerata.

Il dato, diffuso da Regione Lombardia il 16 ottobre 2026, non spiega da solo le ragioni della mancata partecipazione. Alcune donne potrebbero essersi rivolte a percorsi sanitari differenti o aver eseguito una mammografia al di fuori del programma regionale; inoltre, il risultato riguarda soltanto la Lombardia e non può essere esteso automaticamente al resto d’Italia.


Paura e difficoltà frenano i controlli

Un rapporto dell’OMS Europa, pubblicato il 3 settembre 2026, esamina gli elementi che possono ridurre la presenza agli screening oncologici. Tra questi compaiono informazioni insufficienti, timore dell’esito, stigma, problemi fisici e sociali, oltre a ostacoli legati a organizzazione, spostamenti e disponibilità economiche.

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Il lavoro non analizza in modo specifico le donne lombarde che non hanno aderito, ma raccoglie risultati della ricerca internazionale. Orari di lavoro, impegni familiari, distanza dai servizi e difficoltà nel raggiungere una struttura possono quindi pesare insieme alla paura di una possibile diagnosi. Per aumentare la partecipazione, secondo l’OMS, le risposte devono adattarsi alla varietà delle situazioni personali.


Come funziona lo screening lombardo

In Lombardia il programma gratuito riguarda le donne tra 45 e 74 anni. Tra 45 e 49 anni è prevista una mammografia ogni 12 mesi; dai 50 ai 74 anni l’intervallo ordinario è di 24 mesi. L’invito arriva normalmente per posta e contiene già la data dell’appuntamento.

Se il giorno assegnato non è compatibile con gli impegni, è possibile chiedere una modifica tramite i canali regionali. Chi appartiene alla fascia prevista, non ha ricevuto la lettera e non dispone già di una prenotazione può utilizzare il portale Prenota Salute, purché sia trascorso il periodo minimo dall’ultimo esame, pari a 12 mesi tra 45 e 49 anni e a 24 mesi tra 50 e 74 anni.


Quando serve rivolgersi al medico

Il programma organizzato è pensato per donne che non presentano sintomi. La presenza di un nodulo, secrezioni dal capezzolo o cambiamenti sospetti del seno richiede invece un confronto tempestivo con il medico, senza attendere la convocazione per lo screening.

Per chiarimenti sulla procedura lombarda è possibile contattare anche il Centro Screening dell’ATS di riferimento. Il percorso pubblico comprende l’esame iniziale e, quando il risultato lo richiede, gli eventuali approfondimenti attraverso un iter sanitario dedicato.

Il 19 ottobre richiama l’attenzione sulla prevenzione del tumore al seno, ma la ricorrenza non coincide con una giornata formalmente istituita dall’ONU o dall’OMS. L’Organizzazione mondiale della sanità dedica infatti l’intero mese di ottobre alla sensibilizzazione sul tumore mammario. Per il 2026 il tema scelto sottolinea che ogni esperienza è diversa e che ogni percorso di cura merita attenzione, con l’obiettivo di favorire diagnosi rapide e trattamenti accessibili.

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