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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Mammina supera le stroncature: incassi globali oltre 146 milioni

Il film Blumhouse è costato 19 milioni e in Italia ha segnato il miglior debutto horror del 2026.

Mammina ha superato i 146 milioni di dollari al botteghino mondiale, a fronte di un costo di produzione di 19 milioni. L’horror con Jessica Chastain, arrivato nelle sale statunitensi il 9 ottobre, ha quindi ottenuto risultati commerciali molto superiori alle attese.

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Il pubblico premia il film

Il successo è arrivato nonostante i giudizi poco favorevoli. Rotten Tomatoes raccoglie soltanto il 19% di recensioni positive, mentre il punteggio su IMDb si ferma a 5,3 su 10. Anche CinemaScore, che rileva le reazioni degli spettatori americani all’uscita dal cinema, ha assegnato al film una valutazione D+.

Le critiche hanno riguardato soprattutto la debolezza della trama e l’uso insistito degli spaventi improvvisi. L’horror, però, può contare su un pubblico spesso disposto a verificare di persona una premessa inquietante, anche quando la stampa specializzata esprime un parere negativo. In alcuni casi, la curiosità di capire se un film sia davvero deludente diventa un motivo sufficiente per acquistare un biglietto.


L’effetto Jessica Chastain

Al centro della promozione c’è stata la presenza di Jessica Chastain, impegnata a interpretare sia la madre Ursula sia la creatura che ne assume le sembianze. L’attrice, premiata con l’Oscar per Gli occhi di Tammy Faye, aveva già lavorato nel cinema dell’orrore con Mama, It - Capitolo due e Crimson Peak.

A suscitare attenzione è stato soprattutto il sorriso innaturale del personaggio. Chastain ha raccontato al Jimmy Kimmel Live! che quella smorfia nasceva dalla necessità di tendere il viso per mantenere una pelle umana, cercando contemporaneamente di apparire rassicurante alla bambina. Lo sforzo le provocava dolore al collo; la produzione aveva valutato anche effetti digitali e protesi, prima di scegliere il risultato ottenuto direttamente con l’espressione dell’attrice.


La campagna prima delle recensioni

La promozione del film ha iniziato a lavorare sul pubblico prima della pubblicazione delle recensioni. Il trailer ha alimentato l’interesse e Universal Pictures ha collocato le anteprime di Mammina prima delle proiezioni di Odissea, il film di Christopher Nolan che ha raccolto grandi risultati durante l’estate.

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Questa esposizione ha consentito all’horror di raggiungere una platea ampia già prima del debutto. In Italia il primo fine settimana ha portato 1.982.148 euro, risultato che ha consegnato a Mammina il miglior esordio per un film dell’orrore nel 2026.


La storia e i nomi del genere

La vicenda segue Bela, una bambina interpretata da Arabella Olivia Clark, perseguitata da una creatura capace di trasformarsi e di assumere l’aspetto della madre. L’idea sfrutta una paura immediata: la figura associata alla protezione familiare diventa improvvisamente una minaccia.

La trama introduce anche tensioni domestiche. Ursula è una madre impegnata nella carriera, mentre Russ, interpretato da Jay Duplass, si occupa soprattutto della figlia. La situazione cambia quando emergono la relazione di Ursula con Frank, amico di lunga data del marito, e la rivelazione a Bela che Russ non è il suo padre biologico. La madre ammette inoltre di non aver desiderato inizialmente quel ruolo.


Una produzione a costo ridotto

Mammina riunisce Blumhouse Productions e Atomic Monster, la società fondata da James Wan. Tra i produttori figurano Jason Blum, legato a titoli come Paranormal Activity, M3GAN e Obsession, e lo stesso Wan, autore di Saw - L’enigmista, Insidious e L’evocazione - The Conjuring.

Alla regia c’è Rob Savage, conosciuto per Host, realizzato durante il periodo di confinamento, e per The Boogeyman, tratto da un racconto di Stephen King. Il costo contenuto ha ridotto la cifra necessaria per recuperare l’investimento, mentre l’uscita nel mese di ottobre ha intercettato il pubblico interessato ai film dell’orrore in vista di Halloween.

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