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Lifestyle 4 min di lettura4 giorni fa

Macchie scure, la svolta di Giorgia Surina: «Accettarsi non basta

A 51 anni la conduttrice racconta il melasma comparso dieci anni fa e il percorso scelto per prendersi cura della pelle senza trasformare l’accettazione in rinuncia.

«Accettarsi sì, ma accontentarsi no»: per Giorgia Surina il rapporto con le macchie cutanee è diventato un percorso di consapevolezza, non una resa davanti ai segni del tempo. La conduttrice e attrice televisiva ha spiegato di voler guardare alla pelle come a una parte essenziale di sé, da proteggere e comprendere, non soltanto da correggere per ragioni estetiche.

Nel suo racconto, il viso diventa una sorta di archivio personale. Rughe, espressioni e cambiamenti cromatici possono parlare delle esperienze vissute, ma anche suggerire che il corpo sta attraversando una fase nuova. Da qui l’idea di intervenire con attenzione, cercando di valorizzare la propria identità invece di inseguire un’immagine diversa.


La pelle come spazio da proteggere

Surina ha collegato questa visione alla particolare funzione della pelle, definita l’organo più esteso del corpo. Per chi lavora con la propria immagine, ha osservato, prendersene cura può rappresentare soprattutto un gesto rivolto a se stessi, alla propria salute e al corpo che ci accompagnerà per tutta la vita.

La riflessione è arrivata durante un appuntamento di Institut Esthederm®, marchio francese che propone una lettura della cute come ecosistema. Il suo metodo, chiamato ecobiologia, mette in relazione l’ambiente e i processi biologici della pelle con l’obiettivo di sostenerne l’equilibrio e la vitalità.


Il melasma e dieci anni di cambiamenti

La conduttrice ha fatto risalire l’inizio della sua esperienza a 10 anni fa. In una mattina di primavera si accorse che sulla fronte e sul dorso del naso stavano comparendo aree più scure, diverse dalle lentiggini che fino a quel momento si intensificavano soprattutto con l’esposizione al sole.

Con il passare delle stagioni, quelle zone aumentarono di dimensione, si fecero più marcate e sembrarono spostarsi. «Alla fine di ogni estate ero leopardata», ha ricordato, descrivendo lo stupore davanti a un cambiamento che non riusciva a ricondurre soltanto alle proprie abitudini.

Pur usando la protezione solare e portando spesso il cappello, Surina ha raccontato di essersi rivolta a diversi specialisti. La prima preoccupazione era capire se le macchie indicassero un problema più serio o qualcosa che riguardasse l’organismo. Esclusa l’ipotesi di un dramma, ha dovuto confrontarsi con l’idea di convivere con segni che non sentiva ancora parte della propria storia.


Cosa propone Age Pigment Control

Durante l’evento è stata presentata Age Pigment Control, gamma alla quale Surina ha scelto di affidarsi per lavorare sull’aspetto delle discromie. La linea comprende Essence Éclaircissante Repulpante 150 ml, al prezzo di € 65,00; Sérum Éclaircissant Anti-Taches Anti-Rides 30ml, € 89,00; Crème Éclaircissante Anti-Taches Anti-Rides 50ml, € 79,00; la relativa ricarica da 50ml, € 65,00; e Soin Éclaircissant Contour des Yeux 15ml, € 55,00.

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Secondo l’impostazione dei laboratori Institut Esthederm, la pigmentazione cutanea dipende da un sistema complesso che può alterarsi con l’età, i raggi UV, lo stress ossidativo e i processi infiammatori. L’obiettivo dichiarato non è limitarsi a ridurre la formazione di melanina, ma intervenire sulle quattro tappe della melanogenesi: l’avvio, la sintesi, la distribuzione e lo smaltimento del pigmento.

Il programma punta inoltre a sostenere la giunzione tra derma ed epidermide, una struttura che con il tempo può indebolirsi e favorire il deposito della melanina negli strati più profondi. La formula viene quindi descritta come un intervento rivolto sia alla superficie sia ai meccanismi cutanei sottostanti.

Tra gli attivi indicati figurano la glabridina, ottenuta dalla liquirizia, e l’ascorbyl glucoside, derivato stabile della vitamina C. La prima contribuisce a modulare i segnali legati alla tirosinasi, mentre il secondo agisce sulla sintesi e sull’ossidazione della melanina. Il saccharide isomerate, invece, è presentato come uno zucchero biomimetico capace di favorire il ricambio dell’epidermide e l’eliminazione graduale delle cellule pigmentate.

La combinazione tra glabridina ed estratto di Sphingomonas è associata a un’azione sulla struttura di sostegno della pelle. In particolare, stimolerebbe la laminina-332, importante per la giunzione dermo-epidermica, e limiterebbe l’attività della MMP-2, enzima coinvolto nella degradazione del collagene IV. L’intento è preservare l’integrità di quella barriera e ridurre la permanenza dei pigmenti nel derma.


Dalla diagnosi alla scelta personale

Dopo aver compreso che qualcosa poteva essere fatto, Surina ha iniziato a utilizzare siero e crema della linea. Ha riferito di aver trovato semplice mantenere la costanza grazie alla consistenza leggera e alla profumazione dei prodotti, osservando nel tempo una risposta positiva della pelle e un progressivo schiarimento delle macchie.

La sua esperienza, però, non viene presentata come una promessa di cancellazione del tempo. Il punto centrale resta la possibilità di prendersi cura del proprio aspetto con maggiore attenzione, riconoscendo i cambiamenti senza lasciare che diventino motivo di rinuncia o di distanza da se stessi.

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